TEMPI MODERNI: FUNNY GIRL

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A cura di Bianca Maria Cuttica

Funny Girl, l’ultimo lavoro dello scrittore britannico Nick Hornby, è una commedia al quadrato. Protagonista del romanzo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Guanda poche settimane fa, è infatti proprio una commedia o, per essere più precisi, una sitcom televisiva che l’autore immagina essere stata trasmessa dalla BBC nella seconda metà degli anni sessanta.

Visto e considerato che, come potete facilmente intuire, le commedie non possono parlare né tantomeno raccontarsi tra le pagine di un libro, la nostra protagonista viene descritta attraverso le voci ed i pensieri dei suoi autori e dei suoi interpreti.

Tutto ha inizio quando la giovane e attraente Barbara, cresciuta in un piccolo paese sulla costa inglese, rifiuta il titolo di reginetta di bellezza (che a suo dire l’avrebbe condannata a un anno di sorrisi finti, fotografie e tagli del nastro nei centri commerciali) per trasferirsi a Londra e inseguire il sogno di diventare un’attrice comica. Arrivata nella vivace metropoli trova un primo lavoro come commessa, muovendo i primi passi nel mondo dei casting, proprio come ogni aspirante subrette dei giorni nostri.

Qui il punto di svolta, la coincidenza fortunata: la nostra eroina di provincia incontra Tony e Bill, coppia consolidata di autori televisivi nel pieno di una crisi creativa che, impressionati dalla sua bellezza e dal suo talento un po’ acerbo, decidono di scrivere un testo apposta per lei. Signori e signore ecco a voi Barbara (and Jim)!  264 episodi di equivoci, cliché e umorismo british destinati a portare sul piccolo schermo la routine coniugale di una coppia londinese ordinaria e per questo speciale.

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Da questo punto in avanti il lettore è portato a seguire la vita della serie televisiva dallo stesso punto d’osservazione del pubblico inglese: segue da vicino il processo creativo nelle sue fasi più o meno fortunate, si affeziona ai suoi personaggi, tanto da fare fatica a distinguere le loro vicende da quelle degli attori che li interpretano e rispetto allo spettatore comune della serie gode del vantaggio di poter sbirciare anche la vita del cast oltre le telecamere. Storia questa di amicizie, successi e delusioni di un gruppo di cinque persone che per trent’anni lavorano fianco a fianco, e si muovono sullo sfondo di una Londra frizzante ed in piena trasformazione, al ritmo delle canzoni dei Beatles.

Dal punto di vista stilistico (perdonate l’attimo di serietà ma a questo punto è d’obbligo), il romanzo è un buon esempio di quella maniera asciutta e frizzante che caratterizza tutte le opere di Hornby, di cui i lettori più affezionati apprezzano ormai da una ventina d’anni la capacità di mescolare ironia e malinconia, risate e riflessioni, in una soluzione sempre leggera e godibile agli occhi di noi lettori. Nel complesso mi sento di consigliare la lettura di questo romanzo, il cui carattere frizzante si adatta particolarmente bene al periodo delle feste, in cui cenoni,intense sessioni di studio  e  brindisi meritano di essere accompagnate dalla lettura di un buon libro.

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