WATCH DOGS 2: tra scelte narrative scadenti e un gameplay formidabile

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Editore: UBISOFT

Sviluppatore: UBISOFT

Genere: OPEN WORLD

RITORNA IL MR ROBOT ALLEGRO DI UBISOFT

 Il primo Watch Dogs è stato uno dei titoli più controversi di Ubisoft, rivelandosi un enorme successo commerciale ma dividendo profondamente critica e pubblico. Il primo Watch Dogs tentava di proporre, in un modo tutto personale, tematiche uniche ed innovative, al tempo quasi completamente inesplorate per il genere degli open world.

 La produzione targata Ubisoft Montreal puntava su un protagonista forse troppo poco carismatico, ma aveva una storia interessante e, soprattutto, era capace di imbrigliare il giocatore in un mondo credibile e dai tratti peculiari. Con il secondo capitolo gli sviluppatori hanno deciso per un approccio decisamente differente.

 

Watch_Dogs 2 rallenta inspiegabilmente, toglie il piede dall’acceleratore e non riesce proprio a prendersi sul serio, quasi cancellando in un sol colpo tutto ciò che la saga aveva provato a rappresentare solo due anni fa, dedicandosi ad una sceneggiatura molto più indirizzata ad un pubblico più giovane e con un taglio molto più allegro e leggero.

Il protagonista Marcus Holloway è un ragazzo dalle belle speranze, e si esprime con un improbabile slang giovanile. Animato da nobili intenti, Marcus entra a far parte del gruppo di hacker conosciuto come DedSec, con lo scopo di cancellare i soprusi e le ingiustizie che la Blume Corporation continua a perpetrare a danno della popolazione di San Francisco tramite il CtOs, un sistema tecnologicamente molto avanzato con il quale controlla tutte le funzionalità “base” della società moderna. È un panorama abbastanza cupo, quasi di orwelliana memoria, che, se sviluppato a dovere, avrebbe potuto dar vita a risvolti indubbiamente interessanti.

Invece, i membri della DedSec sono semplici teenager dagli ormoni impazziti, con idee strampalate e poco credibili, che appiattiscono la narrazione e la abbassano a livelli quasi elementari. Watch_Dogs 2, narrativamente parlando, ha quindi il sapore di un’occasione sprecata: le basi per edificare un racconto intrigante c’erano tutte, ma gli sviluppatori hanno scelto volutamente di ignorarle solo per abbracciare un pubblico più ampio, rinunciando in tal modo ad alcune coraggiose scelte narrative che pur si intravedono nel plot. Quando la trama sembra sul punto di decollare, sopraggiunge sempre una battuta inopportuna, o una scenetta imbarazzante ad uccidere la tensione e a sminuire la complessità del setting.

TI HACKERO COSÌ TANTO CHE TI LASCIO IN MUTANDE

Il gameplay, d’altro canto, si figura come un’evoluzione totale della formula apprezzata nel primo capitolo: non a caso le missioni da svolgere sono ora più consistenti e i modi per portarle a termine si dimostrano più vari e ben implementati. Watch_Dogs 2 permette di approcciare i compiti in tre modi differenti: sia in stealth, con cui mettere KO le guardie di pattuglia, sia sfruttando le nostre abilità di hacking, grazie alle quali infiltrarci nei terminali presenti nell’area di gioco, sia ancora agendo in modo aggressivo ed eliminando chiunque si metta sul nostro cammino. Ubisoft, da questo punto di vista, ha progettato un level design di eccellente fattura, in cui tutte le location sfruttano una buona verticalità e sono stracolme di passaggi segreti e porte da sbloccare. In più di un’occasione abbiamo allora provato a fallire volutamente le missioni, per testare percorsi e metodi di approccio completamente nuovi, e ogni volta siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle numerose possibilità offerte dalle mappe per raggiungere il medesimo obiettivo. ll cuore del gameplay, invece, proprio come nel primo episodio, riguarda prevedibilmente la possibilità di interagire in remoto con un gran quantitativo di elementi presenti nelle vie e nei vicoletti di San Francisco: dopo aver sbloccato gli appositi potenziamenti, infatti, avremo la capacità di prendere il controllo delle altre vetture e farle sterzare bruscamente, di far esplodere tombini o accendere all’improvviso i semafori agli incroci generando caotici incidenti, oppure ancora di hackerare i dispositivi di ogni singolo civile nei dintorni, facendogli squillare il cellulare o spiandone le conversazioni telefoniche.

Passando alla realizzazione della città, Ubisoft aveva svolto un buon lavoro con la raffigurazione digitale di Chicago nel primo Watch_Dogs, e in questo secondo episodio raggiunge il medesimo risultato qualitativo con la più scintillante San Francisco. La città è piuttosto viva e vibrante, grazie ad una riproduzione fedelissima e quasi impeccabile delle zone più importanti e riconoscibili della location americana: potrete quindi sfrecciare sul Golden Gate Bridge, o fermarvi ad ammirare il panorama da uno dei numerosi saliscendi della metropoli, oppure ancora esplorare la celebre Silicon Valley.

IN CONCLUSIONE

Watch Dogs 2 è un titolo solido che presenta diverse migliorie rispetto al suo predecessore. Le gesta di Marcus e compagni sono caciarone e quasi spensierate, anche se questo aspetto “giocoso” purtroppo rende la trama meno profonda di quanto ci si poteva aspettare, ma non per questo meno divertente. Il gameplay invece è il punto forte del gioco e premia molto lo stealth e l’hacking, mentre se cercate un’esperienza più diretta in cui sparare a qualsiasi cosa cammini forse non è il titolo che fa per voi. Se amate i free roaming sandbox si tratta comunque di un gioco da provare assolutamente, specialmente se cercate una valida alternativa a GTA.

PRO&CONTRO:

  • Hacking Mon Amour  – intelligenza artificiale da rivedere
  • Stealth ben implementato – Protagonista poco caratterizzato
  • San Francisco comanda – alcune incoerenze con il mondo
  • Gadget che aumentato gli approcci al gioco reale degli Hacker

      voto:   8

A cura di Giacomo Azzolina

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