Talkin’ Guccini – di amore, di morte e altre sciocchezze

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Talkin’ Guccini – di amore, di morte e altre sciocchezze

“…Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,

mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso

e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:

ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!”

Dopo il grande successo della scorsa stagione, Talkin’ Guccini – di amore, di morte e altre sciocchezze, prodotto da Tieffe Teatro Milano con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2015, torna in scena al Teatro Menotti dal 17 al 28 maggio per la regia di Emilio Russo.

È la sera del 1 Agosto 1980, giorno che precede quella che sarà la grande strage di Bologna alla stazione ferroviaria. L’aria che si respira però non è ancora carica di orrore e paura, il grande buio deve ancora calare. Anzi, nell’osteria bolognese – luogo “santo” e iconografico per il cantautore emiliano – fa caldo e gli “amici” si sono riunito come di consueto per passare una serata all’insegna della musica, di vino, di risate e varie sciocchezze.

C’è Serafina (Lucia Vasini), l’oste, La Matta (Andrea Mirò), la nostalgica che colleziona oggetti del passato, Il Frate (Fabio Zulli), ubriacone e donnaiolo e Vacca d’un cane (Enrico Ballardini), musicista sognatore. Accompagnano l’allegra serata, al pianoforte, Alessandro Nidi e alla chitarra, Juan Carlos “Flaco” Biondini – da sempre compagno di musica e complice di Francesco Guccini, nonché ispiratore del progetto.

Le storie che i quattro bizzarri personaggi si raccontano sono un Talking blues, il blues parlato, non troppe parole, non troppa musica. Le canzoni però innescano una sorta di strane emozioni negli “amici”, vengono urlate, cantate e recitate, fanno sussultare i corpi degli spettatori, che a loro volta intonano o sussurrano con aria nostalgica la stessa melodia.

C’è aria di festa e di pace ancora, e viene voglia si salire sul palco e unirsi agli attori per ricordare quelle osterie di fuori porta narrate nei testi più celebri del grande cantautore italiano, ma il cui ricordo, purtroppo, rimane ormai solo nei testi delle sue canzoni. 

a cura di Anna Todeschini

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