Suspiria: un incubo che dura quarant’anni

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Suspiria: un incubo che dura quarant’anni

 

Esce nel 1977 nelle sale italiane, prende liberamente spunto da fiabe, leggende e folklore popolare e subito diventa un cult del genere horror. Ma non stiamo parlando di un horror qualunque, bensì di Suspiria, uno dei capolavori di Dario Argento, conclamato maestro del brivido che nel corso della sua lunghissima carriera è riuscito a creare uno stile di regia e un genere tutti suoi, perfettamente identificabili. Il film è il primo della cosiddetta “Triologia delle Tre Madri”, insieme a Inferno (1980) e La Terza Madre (2007), che riprendono la tematica della malvagità delle streghe affrontata da Thomas de Quincey nel suo romanzo Suspiria de Profundise a cui Argento si ispira.

Interamente girato in pellicola e uno degli ultimi film ad impiegare l’utilizzo del Technicolor, Suspiria è un horror travolgente, labirintico, impeccabile nel creare un senso d’ansia e di vertigine che accompagna lo spettatore fino alla scena finale. La composizione dell’immagine è precisa, geometrica, e riesce a catalizzare dentro di sé la componente visionaria che caratterizza l’intera vicenda.

Violento e facilmente catalogabile nel genere splatter, questo film è anche un tripudio di colori forti e sgargianti che si alternano sui volti spaventati dei protagonisti, soprattutto i toni del rosso, del rosa e del blu. Insieme all’orrore e alle immagini visivamente forti che Argento propone si accompagnano infatti la cura per l’estetismo visivo e la bellezza delle inquadrature. Oltre ai colori anche le musiche a cura dei Goblin, band progressive rock italiana che aveva già composto la colonna sonora per Profondo Rosso, concorrono a far crescere il disagio e l’atmosfera scomoda che la pellicola genera.

La storia inizialmente è semplice: una ballerina, Susy Benner (con il volto di Jessica Harper) si trasferisce a Friburgo, in Germania, per frequentare le lezioni di una prestigiosa Accademia di danza. Qui subito l’atmosfera si fa pesante all’incontro con una ragazza che terrorizzata sta scappando dalla porta d’ingresso della scuola, e che in preda al panico sibila delle parole sconnesse a Susy, come fossero un avvertimento, ma di cui la protagonista non riesce a capire il senso. I giorni passano e Susy si ambienta, conosce le sue compagne di corso, gli insegnanti e la vicedirettrice Madame Blanch (Joan Bennet), austera donna che dietro la gentilezza di facciata sembra nascondere un segreto.

Eventi sinistri iniziano a verificarsi nell’Accademia, alcune ragazze vengono brutalmente martoriate e le allieve sopravvissute alla misteriosa figura che commette i delitti cominciano a nutrire sospetti nei confronti di chiunque le circondi. Si respira un clima immaginifico, sopra le righe, che spinge il pubblico a voler assolutamente sapere chi si cela dietro agli omicidi dell’Accademia. L’elemento stregonesco appare solo alla fine della vicenda, a chiudere il cerchio di efferata violenza nella quale la storia è ormai ricaduta.

Il film è annoverato tra i più importanti tra quelli diretti da Dario Argento, tanto che nel corso degli anni più cineasti hanno proposto di girarne un remake. Ed è proprio nel 2018, a quarantuno anni dall’uscita della versione originale, che avremo nei nostri cinema la versione di Luca Guadagnino, regista italiano fan di Argento che ha espresso la volontà di far rivivere nelle menti del pubblico il capolavoro che è stato Suspiria. Nel cast della nuova versione del film la presenza di artisti internazionali tra cui Tilda Swinton nei panni  di Madame Blanch, Dakota Johnson in quelli della protagonista, Chloë Grace Moretz, ed è stato anche confermato anche un cameo della stessa Jessica Harper.

Le riprese si sono alternate tra Berlino e Varese, in particolare al Grand Hotel Campo dei Fiori, fatiscente struttura abbandonata sulla vetta del Sacro Monte. La colonna sonora sarà nelle mani di Thom Yorke, frontman dei Radiohead, al debutto per quanto riguarda la composizione di musica per il cinema. Lo stesso Guadagnino così si esprime a riguardo: <<Avere le sue musiche e il suo suono per il film è un sogno che si avvera. La profondità della sua creazione e della sua visione artistica è davvero unica e il nostro Suspiria sarà davvero esplosivo>>.

L’impatto e la grandezza di quest’opera cinematografica sono stati testimoniati inoltre da un restauro in 4K della versione originale che, all’inizio del 2017, in onore del 40º anniversario, è stato distribuito in alcune sale italiane. Per tutti quelli che non hanno mai visto il film e che sono curiosi di sapere come Guadagnino intende rendergli degnamente omaggio urge quindi mettersi in pari e guardare la versione originale: Suspiria è una pietra miliare del genere horror che chiunque si professi fan di Dario Argento e dei suoi film non può mancare di aver visto.

A cura di Giorgia Agati

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