SUBSONICA: LIVE REPORT

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A cura di Eleonora Puglisi

Dicembre inizia regalandoci l’ultimo attracco della nave Subsonica, la band torinese più amata di sempre.
Alla stazione di Assago Forum la moltitudine di pubblico è tanto varia quanto affascinante, in tutto e per tutto simile ai testi della band che ha scaldato i cuori e le piazze dell’intera penisola. Troviamo gli amiconi d’infanzia che da bravi animali da concerto hanno zaini strapieni di viveri, la famiglia della Mulino Bianco con tanto di bimbi al seguito e una folla di teenager scatenati che a poco a poco riempiono l’intero forum.
Malgrado la mezz’ora di attesa, Samuel ed i suoi compagni di liceo anni-ottanta, infuocano la folla sbraitante. Alternano sapientemente i nuovissimi brani, che li hanno finalmente fatti uscire dallo studio di registrazione, con pezzi ormai classici per tutti i fan. Questi ultimi, vengono a volte rivisitati in chiave meno elettronico-cupa e più umana: come nel caso di Tutti i miei sbagli, eseguita con la sola chitarra ad accompagnare la greve e limpida voce del cantante.
Più il tempo passa e più sembra che questo sia solo teoricamente un concerto. L’atmosfera è quella di una festa tra amici il venerdì sera, quando la consapevolezza del weekend ci rende liberi di “lasciarci andare. Caduta libera in cerca di uno schianto”.
Tutti, saltano e ballano con Samuel e Busta (il tastierista più snodato mai esistito) al ritmo dei testi che ci hanno insegnato che è impossibile “sfuggire senza fingere“, ci hanno fatto domandare “chi ci ricorderà” o “chi ci farà ridere nella città“. Canzoni che ci riportano ai sogni di Aurora e alle sfide del moderno Lazzaro. Testi che rimangono impressi in maniera indelebile nella mente e nei vuoti dell’ anima, dove ci aiutano a far addormentare le nostre paure e le nostre solitudini. Difficile non contare i giorni che ci separano da un’ altra spettacolare performance.
Nel frattempo lasciamo che la loro discografia si infranga su si noi.

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