“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”

L’estate, la foresta ed il treno. Oltre agli amici, quelli inseparabili ed indimenticabili della giovane età. Gli elementi essenziali ci sono tutti: sono lì, pronti a dare vita al cambiamento, alla trasformazione di quattro bambini in quattro giovani, consapevoli del proprio destino.

Tratta dal racconto Il corpo del maestro Stephen King, la trasposizione di Rob Reiner indaga, con assoluta delicatezza e profonda sensibilità, i pensieri ed i tormenti dei quattro protagonisti: Gordie, il bravo ragazzo dotato di un grande talento, Chris, fratello di un delinquente e con un futuro che pare già scritto, Teddy, quello borderline e fuori dagli schemi, e Vern, l’amico cicciottello da prendere in giro. Il pretesto è la ricerca di un cadavere, quello di un ragazzo come loro, ed il viaggio solamente uno strumento, un mezzo che gli permetta di maturare consapevolmente. Succede tutto in poco più di due giorni, ma saranno due giorni, carichi di “vita”, che cambieranno la loro esistenza.

Il comprendere che ci sia anche un “dopo” con il quale scontrarsi, e non solamente un “adesso” nel quale potersi sentire al sicuro, è il passaggio fondamentale nella storia dei ragazzi. L’estate, la foresta ed il treno: la prima, il periodo di maturazione durante il quale sentirsi liberi di sperimentare, la seconda, il luogo oscuro ed onirico che separa il razionale cittadino dall’irrazionale animalesco, il terzo, metafora per eccellenza della vita che scorre e che non ripassa più. Tutti gli elementi della storia di formazione e di maturazione sembrano convergere attorno ai quattro ragazzi, illuminandoli di una luce nuova: gli imprevisti e le situazioni che si troveranno ad affrontare permetteranno ad ognuno di loro di assumere piena consapevolezza delle proprie capacità e del proprio destino.

Si parla di un film semplice, ma non per questo banale: la sua forza risiede proprio nella semplicità con la quale viene narrata la loro ricerca, di un ragazzo come loro che però non ha saputo affrontare il veloce treno della vita. La malinconia che aleggia sulle teste dei protagonisti viene interrotta solo a sprazzi da qualche battuta o stupido scherzo, mentre i dialoghi sembrano evolversi sull’impronta dei diversi personaggi: ma dalla vita non si fugge, così come al passare degli anni, e Gordie, Chris, Teddy e Vern sembrano quasi coscienti di essersi gettati in qualcosa più grande di loro.

L’epilogo, non del tutto scontato, del ritrovamento del cadavere del coetaneo colpisce non più i bambinetti incontrati all’inizio del film, ma dei giovani consci del percorso di maturazione compiuto: e così comprenderanno come, talvolta, l’anonimato di una telefonata al commissariato possa essere più adeguata del merito della grande scoperta.

A cura di Andrea Tenconi

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