On Stage: Una giornata particolare

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Di Ettore Scola e Ruggero Maccari

Adattamento Gigliola Fantoni

Regia Nora Venturini

Con Giulio Scarpati, Valeria Solarino, Giulio F. Janni, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, paolo Minnielli, Federica Zacchia

Produzione Compagnia gli Ipocriti

Dal 31 gennaio al 5 febbraio al Teatro Franco Parenti è in scena Una giornata particolare capolavoro cinematografico di Scola e Maccari portato sul palcoscenico per la regia di Nora Venturini.

Siamo durante l’epoca fascista, sta per avvenire l’incontro tra Mussolini e Hitler e Roma si appresta all’avvenimento: a segnalarcelo è uno schermo che proietta la telecronaca dei fatti. In una casa popolare della città una famiglia è intenta a prepararsi per partecipare alla parata.

Tutti i familiari escono di scena tranne Antonietta (Valeria Solarino), protagonista dell’opera, la madre che rimane sola a casa. Non partecipa non per sua scelta, infatti anche lei, così come la sua famiglia, è una fascista convinta; il motivo viene esplicitamente urlato da una vicina “ah già che non avete la serva in casa”. Antonietta è difatti la “serva” della casa, madre umile e moglie obbediente, parla in dialetto, non sa scrivere e legge parola per parola, è ingobbita come a portarsi il peso della vita sulla schiena.

La donna per colpa del caso incontra Gabriele (Giulio Scarpati), un uomo all’apparenza completamente diverso da lei. Egli, disperato e solo, poco prima di imbattersi in lei stava per  compiere un suicidio, ma è proprio da questa che inconsapevolmente viene salvato.

Tutta la storia si svolge nel complesso condominiale dove abitano i due protagonisti, un luogo che pare essere una prigione: sia Antonietta che Gabriele sono in una maniera o l’altra costretti a stare tra quelle quattro mura. Lei perché è la donna di casa, lui perché omosessuale e costretto a nascondersi. Il palco si divide su due piani: sotto la casa di Antonietta, una sala semplice ancora in disordine per via dei frenetici preparativi, sopra invece quella dove abita Gabriele, una stanza spoglia con un tavolino, una sedia e dietro i libri.

Queste due vite così lontane si scoprono uguali, entrambi sono dei reietti, isolati e incompresi. La regia ha saputo magistralmente guidare i due attori nell’impresa di rendere i due protagonisti, apparentemente così distanti nei modi di porsi e di relazionarsi, una stessa anima tormentata. In particolare la recitazione della Solarino risulta più consona e veritiera per una donna di quell’epoca rispetto alla delicatezza aristocratica e eleganza fuori luogo della Loren che recitò lo stesso ruolo per l’opera cinematografica.

L’incontro darà una svolta alle loro vite. Gabriele riuscirà a urlare tutta la sua verità e angoscia per via di quello che gli sta per accadere. Antonietta invece si scontra con un lato candido e gentile di un uomo che è sempre stato lontano dall’idea “virile” di maschio che lei aveva, e se ne innamora. “Con un ignorante puoi fare qualsiasi cosa perché non c’è rispetto” dice a Gabriele, confessando di sentirsi apprezzata da lui per la prima volta in assoluto. I due che sono “degli ultimi” ora insieme non sono più soli.

L’opera si conclude con un’ultima immagine; i familiari di lei ritornano entusiasti della parata, lei seduta a tavola e intorno nessuno, solo le loro voci che risuonano senza senso.

È un finale amaro, Gabriele è rassegnato al suo destino viene scortato via verso l’esilio per la sua omosessualità. Tuttavia Antonietta si riprende una piccola rivincita sia per lei che per lui, iniziando a leggere un libro che quest’ultimo le aveva regalato “I tre moschettieri.”

A cura di Sara Palumbo

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