SPORT INVERNALI LO SCIATORE (DA NON IMITARE)

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A cura di Federica Varbella

In un inverno finora avaro di neve, quello che non manca mai è il disagio sulle piste. Non ci riferiamo al degrado ambientale, quello lasciamolo alle periferie delle nostre città, quanto piuttosto alla dilagante ignoranza che certi soggetti riescono a portare addirittura nel posto più incontaminato del mondo: la montagna. Neppure la purezza che solo l’altitudine e la neve sanno regalare sono ormai immuni dalla deficienza umana.

Naturalmente non vogliamo fare la morale a nessuno né tramutare il nostro consueto sarcasmo in una filippica contro queste categorie di sciatori o presunti tali, perché in fondo sono proprio loro che rendono la montagna un posto meno noioso.

È tuttavia urgente stilare una lista degli sciatori più spassosi da osservare, ma soprattutto da evitare, pena la nostra solidità osseo-articolare.

 

IL KAMIKAZE

Non è difficile capire a cosa ci stiamo riferendo. Sì, abbiamo coscientemente scelto il termine “cosa” e non il pronome relativo “chi”. Il kamikaze infatti è quell’intrepido sciatore che non conosce il significato del verbo frenare e scende, o meglio si butta giù dalle piste a tutta velocità e senza fare una curva, con l’unico risultato di trasformarsi un una gigantesca palla di neve che si infrange a valanga sui tornelli della seggiovia.

 

IL GAGNO ASSASSINO

Fase precedente del kamikaze nella linea dello sviluppo dello sciatore inetto, quella del gagno assassino è senza dubbio la categoria più pericolosa. Il bambino assassino, non avendo ancora studiato il codice della strada, porta la sua ignorate spericolatezza sui versanti innevati delle nostre montagne, mettendo a dura prova la stabilità psicofisica dei propri genitori e attentando baldanzosamente alle vite di tutti noi.

Il gagno assassino mischia coraggio, imprudenza e temerarietà a una totale mancanza di tecnica e a una piccola dose di spazzaneve.

 

IL PALETTARO

Uscito direttamente dai Giochi di Torino 2006, il palettaro non ha ancora smesso la divisa da gara; la sua tuta attillatissima e aerodinamica va a completare il suo ricco corredo tecnico costituito da parastinchi, paramani alle racchette e paramento al casco. Quelli che deve abbattere non sono però i pali dello slalom speciale, bensì le schiere di sciatori lenti e incapaci che intasano le piste.

Chiaramente però il palettaro non è niente di più di un esaltato, snob e incivile sportivo della domenica che fa la fortuna dei marchi di attrezzatura tecnica.

 

IL NOSTALGICO

Uscito direttamente dagli anni ’70, il nostalgico è il vero hipster della montagna: fascia multicolor, occhiali specchiati con tanto di stanghette fucsia, pantaloni attillati e giaccone sciancrato o tutone unico in stile pigiama da neonato, sci drittissimi alti due metri. Questi sono solo alcuni dei tratti distintivi dello sciatore nostalgico; quello che lo rende tale non è però l’abbigliamento, ma la sua suggestiva sciata fatta di serpentina strettissima a sci uniti. Insomma, il nostalgico è l’unico che oggi sarebbe in grado di andare sul mitico e intramontabile monosci.

 

LA MAESTRA DI SCI (FIGA)

Non potevamo non dedicare qualche riga alle nostre vittime preferite: le donne. Sono proprio loro che rendono le località montane meno fredde e più accoglienti. Chi non ha mai sognato di farsi insegnare a sciare da una sexy, bionda e abbronzata maestra di sci? Non c’è freddo glaciale né bufera di neve che resista al fascino di un’esperta sciatrice. Perché evitarla allora? Semplice, lo sci è uno sport duro e serio che non ammette questo genere di distrazioni. Le valanghe, d’altronde, sono sempre dietro l’angolo.

 

 

 

 

 

 

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