SPORT INVERNALI: LE INVASIONI SNOWBOARDICHE

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A cura di Federica Varbella

È ormai più di un decennio che le località montane di tutto il mondo sono state invase, colonizzate e sottomesse da schiere di barbari, di gran lunga più incivili e violenti dei bruti guidati da Attila “il re degli sbabbari” (per chi non avesse compreso il riferimento è caldamente consigliata la visione di “Attila flagello di dio”, al fine di prevenire l’ira funesta del buon Abatantuono).

Queste tribù di vandali hanno un nome ben preciso: gli snowboarder.

Sono perfettamente e facilmente riconoscibili in quanto viaggiano in branco, indossano eccentriche armature e si portano appresso improponibili vessilli.

Più pericolosi degli inglesi ubriachi sugli sci, il loro fine ultimo è evangelizzare le genti, portando il Verbo dello scivolamento molesto ai confini ultimi della Terra. Una missione che finora sta riscuotendo un eccellente successo, basti rilevare l’odio che stimolano nei più anziani frequentatori delle piste da sci: “ai miei tempi gli assi da stiro non si usavano per andare sulla neve” potrebbe dire il vecchio comune.

Nonostante siano estremamente fighi e alla moda, gli snowboarder sono e rimangono un manipolo di Unni che infestano, e rallegrano al tempo spesso, le nostre povere montagne.
È pertanto necessario stilare una lista degli snowboarder tipo, per evitare di farci travolgere, rischiando di perdere qualche arto, ma soprattutto per aiutare l’Interpol e la Digos a scovare questi pericolosi terroristi, ricercati in più di 157 Paesi.

THE ENGLISH TEACHER

Chi pensava, andando in settimana bianca, di avere un tregua dalla scuola e dallo studio si sbagliava; la pedanteria infatti viaggia anche sullo snowboard.
Per insegnante di inglese ci riferiamo a quello snowboarder che si crede un pro (=professionista) e passa la giornata a interrogare i suoi sfortunati compagni di “raidata” se sono “goofy” oppure “regular”, se riescono a chiudere il “backflip” oppure gli riesce meglio il “front”, se “grabbare” sia meglio con la destra o con la sinistra, e così via.
Nonostante tutta questa conoscenza linguistica del gergo tecnico, l’unico trick che riesce all’english teacher è fare le capriole sul ghiaccio. Chapeau! Anzi, sarebbe meglio dire: “my hat’s off to you!”.

LO SCIALLO

Cugino di secondo grado dell’english teacher, lo sciallo è colui che non ha mai visto sorgere il sole sulle piste; prima di mezzogiorno infatti non si è ancora alzato. Sta ancora smaltendo la sbronza della sera prima. Insomma, è un vero sportivo che si ritrova coi suoi pari allo snowpark verso le 3 di pomeriggio, giusto per ricominciare a bere birra e fumare (non solo siga).
A differenza però di suo cugino, lo sciallo qualche evoluzione in volo la sa chiudere; senza dubbio per merito del sacrificio sportivo e della dedizione agonistica.

IL DURO

Il duro non si distingue per solidità muscolare, ma è semplicemente quello che alla tavola “soft” preferisce la “hard”. La tavola hard, per chi non fosse amico di un’english teacher, è quella adatta alla pista e non alla neve fresca o alle rampe degli snowpark, quella che si usa con gli scarponi rigidi, simili a quelli da sci, ed è la cosa più antiestetica al mondo.
Sovversivi, controcorrente e lodabili per la loro tecnica, quelli in hard sono gli esseri più fastidiosi che si possano trovare in montagna.
Genitori, tenete sott’occhio i vostri figli… la velocità sommata all’ampio raggio di curvatura dei “duri” potrebbe rivelarsi letale.

IL TAMARRO

Assolutamente innocuo, perché non riesce a stare in equilibrio per più di 20 metri, il tamarro è però perseguibile penalmente per il suo outfit: jeans, cappellino col pon pon, occhiali mascherina della Carrera, cuffione dorate per ascoltare Emis Killa, giacca della Kappa e guanti per il touch screen dell’iPhone, giusto per non perdere mai l’occasione di farsi un selfie.

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