Si aprirà oggi, per concludersi il 25 febbraio, la 68ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. Quest’anno la giuria internazionale, presieduta dal regista Tom Tykwer (The International, Cloud Atlas, Aspettando il re), avrà davvero un gran lavoro nel selezionare, fra le tante interessanti opere presentate in questa edizione, quella che meriterà l’ambito Orso d’oro.

Sarà certamente il festival di Willem Dafoe che, come già annunciato, riceverà il riconoscimento alla carriera e saà celebrato dalla sezione dedicata Homage con successi come Vivere e morire a Los Angeles, L’ombra del vampiro, Auto Focus, Antichrist e Pasolini. Proiezioni da tutto il mondo, alta tensione e grande attesa… ecco le pellicole più interessanti in concorso:

  • Isle of Dogs, regia di Wes Anderson (USA, Germania): dal regista di Grand Budapest Hotel un film d’animazione in stop motion sul profondo rapporto che intercorre tra animali ed esseri umani. Nel 2037 un’epidemia diffusasi per via canina porta il governo giapponese ad optare per una totale quarantena. Gli animali vengono portati su un’isola di scarico rifiuti ma un bambino, nel tentativo di recuperare il suo amato Spots, raggiungerà il misterioso luogo rischiando la vita. Tra i doppiatori grandi nomi come Bryan Cranston, Edward Norton, Frances McDormand, Harvey Keitel e Scarlett Johansson

  • Figlia mia, regia di Laura Bispuri (Italia, Germania, Svizzera): Valeria Golino e Alba Rohrwacher protagoniste di questo film italiano tutto al femminile. Una bambina vive con i propri genitori sulla costa occidentale sarda quando l’incontro con una donna, che scoprirà essere sua madre naturale, creerà un fortissimo dissidio all’interno del suo cuore

  • Damsel, regia di David e Nathan Zellner (USA): Samuel Alabaster (Robert Pattinson) e il fedele pony Butterscotch attraversano il selvaggio continente americano per raggiungere l’amata Penelope (Mia Wasikowska). Il viaggio si rivelerà ricco di inganni in un Western dai contorni alternativi

  • La prière, regia di Cédric Kahn (Francia): Thomas per superare i propri problemi di tossico-dipendenza si unisce ad una comunità isolata dal resto del mondo e fondata sulla cura attraverso la preghiera. Un’interessante racconto introspettivo sulla fede tra le difficoltà nel superare le proprie debolezze, il valore dell’amicizia, la perseveranza e il sacrificio

  • Dovlatov, regia di Aleksey German Jr. (Russia, Polonia, Serbia): la storia del giornalista e scrittore russo Sergej Dovlatov tra la fortuna all’estero e la lenta affermazione nella sua Unione Sovietica grazie alla diffusione delle samizdat (copie clandestine)

  • Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot, regia di Gus Van Sant (USA): pellicola biografia sul vignettista satirico John Callahan interpretato da uno straordinario Joaquin Phoenix. All’età di 21 anni, dopo un’adolescenza passata a stretto contatto tra droghe e alcol, John è vittima di un tremendo incidente che lo lascia paralizzato. La passione per il disegno gli farà scorgere nuovamente la bellezza della vita. Nel cast anche Rooney Mara, Jonah Hill e Jack Black

  • Eva, regia di Benoît Jacquot (Francia): la pluripremiata Isabelle Huppert nei panni di un’enigmatica femme fatale. La donna farà perdere la testa ad un giovane giornalista in un rapporto violento e passionale

Tra i titoli più interessanti dei fuori concorso Unsane di Steven Soderbergh (regista degli Ocean’s) e 7 Days in Entebbe di José Padilha (Narcos) sul dirottamento del ‘76 di un volo israeliano per mano di terroristi palestinesi (con Rosamund Pike e Daniel Bruhl).

Da non perdere infine il biopic su Oscar Wilde The Happy Prince, inserito nella sezione Berlinale Special, che vedrà Rupert Everett nel duplice ruolo di attore e regista, accompagnato da Emily Watson e Colin Firth.

A cura di Andrea Valmori

 

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