Noi di Vox siamo stati a vedere “Sono tornato” di Luca Miniero, remake del tedesco “Lui è tornato” di David Wnendt, già trasposizione del romanzo omonimo di Timur Vermes.

La trama è piuttosto semplice: il duce Mussolini (Massimo Popolizio) ritorna in vita ai giorni nostri e intraprende un viaggio per ritornare al potere affiancato dal giovane regista Andrea Canaletti (Frank Matano) che vuole utilizzarlo per poter farsi notare, attirando a sé l’attenzione dei media.

C’è un grosso problema di questo film, che purtroppo non è il solo problema di questo film ma anche della nostra società: per l’Italia il fascismo è ancora un nervo scoperto. Questo film parte molto bene, però poi si percepisce che c’è timore a fare una commedia dove si scherza su Mussolini, così la storia oltre ad essere fortemente ancorata a quella dell’originale tedesco, ad un certo punto cerca di prendere le distanze dalle premesse di fare satira su Mussolini per lasciare il film in balìa di se stesso: tali premesse vengono tradite lasciando spazio alla più confortevole zona dell’umorismo italiano sul sesso et similia, spostando l’attenzione dello spettatore su una valanga di cameo di cui si salva solo Alessandro Cattelan e sulla critica al potere dei media.

Proprio quest’ultima, la critica al potere e al sistema dei media in particolare va a coprire quella che dovrebbe essere la storia principale, che nell’originale tedesco si limitava ad essere una storyline secondaria che faceva da supporto a quella principale. Tale sottotrama in questo film è stata scritta decisamente troppo sopra le righe e con troppo cinismo, tanto che il finale è delirante: il problema infatti risiede proprio in questa parte del film, in quanto risalta di più il cinismo e l’arrivismo di Katia (Stefania Rocca), la produttrice degli show di Mussolini, che non la risoluzione del conflitto tra Mussolini e Canaletti. Inoltre Katia (Stefania Rocca), già personaggio bidimensionale, proprio sul finale diventa inspiegabilmente la caricatura di un noto personaggio tv senza dare rilevanza a qualsivoglia riflessione seria sul fascismo.

Alla fine di questo film resterà solo l’interpretazione perfetta di Massimo Popolizio, che però non ha il supporto di comprimari adeguati come Frank Matano, che non è all’altezza del suo ruolo, specie nei momenti drammatici e Stefania Rocca, anche se per lei nuoce la cattiva caratterizzazione del personaggio. Per il resto il film fallisce, perché vorrebbe essere fresco e frizzante come l’originale tedesco ma non ci riesce, restandone purtroppo una copia sbiadita e perché come già detto prima si ha paura ad affrontare l’argomento e quindi ci si dilunga in fuffa.

In conclusione Sono tornato presenta una sceneggiatura confusa, la recitazione è dozzinale ad eccezione di Popolizio, la messa in scena è passabile per carità ma non è ispirata e soprattutto non è incisiva e tagliente: insomma è un’occasione sprecata, peccato.

A cura di Fabio Facciano

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