Smetto Quando Voglio: Masterclass – La Recensione

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Marvel Cinematic Universe, Avatar, i mostri della Universal: ad Hollywood si investe sempre di più sulla serialità al grande schermo, ma il cinema italiano è pronto ad operazioni del genere?

Il regista Sydeny Sibilia prova a rispondere dando vita ad una trilogia dalla sua opera prima Smetto quando voglio. A febbraio 2017 è uscito Smetto quando voglio – Masterclass, e a breve arriverà nelle sale il terzo capitolo della saga comedy: Smetto quando voglio – Ad Honorem. In attesa di andarlo a vedere al cinema vi raccontiamo dove eravamo rimasti.

Pietro Zinni (Edoardo Leo), il leader della banda dei ricercatori è in carcere, ma l’ispettrice Paola Coletti (Greta Scarano) gli propone di riunire la sua banda, composta dalle migliori menti in circolazione al fine di indagare sulle smart drugs (droghe che non sono ancora considerate illegali dal Ministero della Salute) in cambio della libertà.

Zinni richiama in Italia tre cervelli in fuga: Giulio Bolle, anatomista, Lucio Napoli, ingegnere esperto in armi e l’avvocato Vittorio. Nonostante i primi successi per i nostri (anti)eroi il vero enigma sarà la smart drug “Sopox”, dietro alla quale si cela un personaggio misterioso dalle cattive intenzioni.

Questo è un sequel anomalo: in primo luogo non è un sequel in quanto i fatti narrati si collocano tra la penultima e l’ultima scena del primo film. È una scelta peculiare ma che funziona, perché rende il legame tra le due pellicole ancora più forte e rievoca gli eventi del primo capitolo per chi se li fosse dimenticati o per chi si era lasciato sfuggire questa piccola chicca cinematografica.

In secondo luogo, è un sequel anomalo perché se nel primo film la sceneggiatura riusciva ad equilibrare la critica sociale con l’intrattenimento, qui rimane sullo sfondo per far posto a divertenti gag e scene d’azione. In sostanza siamo passati dalle parti di Breaking Bad per arrivare con il secondo capitolo in zona Suicide Squad. Quindi chi si aspetta di rivedere una critica alla condizione dei neo-laureati in Italia ne rimarrà deluso perché è solo un pretesto narrativo per una action-comedy.

La realizzazione del film è ottima, la regia di Sibilia riesce a gestire molto bene sia i momenti comici che quelli d’azione mentre il cast, che vede il ritorno di Edoardo Leo, Stefano Fresi, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Valerio Aprea, Lorenzo Lavia e Valeria Solarino e l’entrata di Greta Scarano, Marco Bonini, Giampaolo Morelli, Rosario Lisma e Luigi Lo Cascio, regala ottime prove.

La vera rivelazione è il progetto alle spalle della produzione, che scimmiotta il modello hollywoodiano ma non perde di credibilità. Il risultato? Un film senza troppe pretese ma con della sostanza, ben equilibrato nelle sue parti, ma che non rinuncia alla sua parte più autoriale.

A cura di Fabio Facciano

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