SIREN FESTIVAL (INTERVISTA)

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A cura di Cecilia Giurgevich

Checché se ne dica, se seguite anche solo en passant la nostra rubrica, in Italia, di festival, ce ne sono. La maggior parte probabilmente sono sottovalutati, altri troppo di nicchia, altri ancora di genere troppo estremo… Quello che manca insomma sembra essere un vero festival “à la europea”. Ma ne siete proprio sicuri? Faccio subito outing: io, fino a pochi mesi fa, Vasto non avevo idea di dove fosse. Invece ora mi ritrovo ad organizzare un’intera vacanza in questo (splendido) angolo del centro Italia, per sentire (o risentire) cantanti e artisti di fama mondiale.

Il Siren Festival di Vasto (CH) non si è risparmiato lo scorso anno alla sua prima edizione (in cui gli headliner erano un gruppo come The National), e arrivato alla seconda ha voluto alzare notevolmente le carte in tavola, accaparrandosi le uniche date italiane di Jon Hopkins e James Blake. Prima di entrare a parlare nel vivo della line up e del festival, abbiamo voluto conoscere e porre un paio di domande a Pietro Fuccio di Sanzà, organizzatore capo di DNA Concerti.

Il Siren è solo alla seconda edizione, ma è già sulle bocche di tanti – grazie soprattutto alla line-up che neanche quest’anno delude. Ma cominciamo dall’inizio. Chi siete voi organizzatori?

Me lo domando spesso anch’io… siamo un gruppo che cerca di rinnovare un po’ il modo in cui la musica dal vivo viene presentata in Italia, immagino. Sicuramente sento che c’è molto da lavorare in questa direzione perchè la proposta di concerti in Italia è su standard molto inferiori a quelli di molti altri paesi, e per noi questo è un problema oltre che uno spunto per fare autocritica.

Cercando qua e là in rete ho letto che per arrivare a Vasto vi ci è voluto uno yankee direttamente dal New Jersey. Ci racconterestI la storia?

Louis Avrami (lo “yankee del Jersey”) ha scoperto Vasto durante un viaggio in Italia circa vent’anni fa. Si è innamorato del posto, ha fatto amicizia con diverse persone e ha finito per tornarci almeno una volta l’anno, finchè non gli è venuta l’idea di organizzarci un festival musicale, ispirato da un lato dalla sua grande passione per la musica e dall’altro dai suoi contatti con gli organizzatori degli ATP (All Tomorrow’s Party, NDR). Louis li ha quindi portati a Vasto e convinti a farcene uno; loro poi lo hanno messo in contatto con noi per coinvolgerci come partner locale e poi… sono scomparsi lasciandoci da soli.

Dopo il successo dell’anno scorso (inaspettato?), quali aspettative e quali paure avete per questa edizione?

Beh quello dello scorso anno è un risultato sicuramente sorprendente ma non del tutto inatteso: abbiamo lavorato duro e alla luce dei fatti avevamo fatto delle previsioni che si sono rivelate corrette. L’obiettivo di quest’anno, e dei prossimi, è ovviamente di fare meglio, a livello di numeri ma anche di qualità dell’offerta, della produzione e dell’ospitalità.

E cosa mi posso aspettare io, amante della musica e frequentatrice di festival (a stampo europeo e non)?

Mi piacerebbe che a Siren avessi l’impressione di trovarti in un festival “all’europea”, ossia dove le cose non sono fatte per forza in maniera diversa da come si fanno dovunque, e spesso in senso peggiorativo. L’Italia ha caratteristiche uniche che ne fanno un posto diverso e migliore da tutti gli altri, ma questo non vuol dire doversi sistematicamente rifiutare di seguire le regole che valgono in tutto il mondo. Vorremmo che Siren fosse un evento organizzato con dinamiche e mentalità europee e con quella marcia in più che solo gli italiani sanno avere.

Passiamo quindi ora al clou: gli headliner. Il primo giorno, tra gli undici artisti che si susseguiranno sul parco con la protezione della sirenetta, tra i più notevoli troviamo i suoni pesantemente trattati e sintetici di Clark, Sun Kill Moon al secolo Mark Kozelek, la sua chitarra e la sua voce roca che ci piace tanto, i crepuscolari e introspettivi Verdena, in tour ormai da quattro mesi (di date sold out) dopo l’uscita dell’atteso album “Endkadenz vol.1” e Jon Hopkins, ormai colonna portante dell’elettronica contemporanea, con i suoi pezzi studiati, equilibrati, mai eccessivi, sempre d’effetto.

Se non bastasse un giorno 1 con questi nomi, c’è sempre un giorno 2, con altri dodici gruppi tra i quali spiccano: The Pastels, uno dei gruppi indie-rock storici e decisamente più longevi, soprattutto rispetto i loro stessi suoni, i londinesi Is Tropical con il loro elettro-rock che fa ballare anche i muri, il nostrano Colapesce, anche lui in corso di un fortunatissimo tour promozionale del suo secondo album “Egomostro”, e, dulcis in fondo, James Blake, che nei suoi live fa sposare con un’incredibile grazia la sua voce RnB e dei bassi elettronici che ti sciolgono gli organi interni.

Detto questo, vi lasciamo le coordinate e la line up completa e, se non ci vediamo là, vi rimandiamo al futuro (speriamo entusiastico) report live.

 

Siren Festival, Vasto (CH – Abruzzo)

24 Luglio:

  • Jon Hopkins
  • Verdena
  • Sun Kill Moon
  • Clark
  • Gazelle Twin
  • Emma Tricca
  • Gareth Dickson
  • Iosonouncane
  • WOW
  • Mamavegas
  • Stearica

 

25 Luglio:

  • James Blake
  • The Pastels
  • Is Tropical
  • Colapesce
  • Pins
  • Scott Matthew
  • Indian Wells
  • La Batteria
  • Mamuthones
  • Fabryka

 

Biglietti: 40 euro a sera, 60 euro abbonamento.

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