SIREN FESTIVAL- GIORNO 2

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A cura di Cecilia Giurgevich

Vasto è ancora elettrica dopo il primo giorno del Siren, in attesa di dare il meglio di sé nella seconda metà del Festival. I gruppi sono numerosi anche il secondo giorno, ma il mio cuore, la mia mente e la mia attenzione sono tutti per due nomi: Colapesce e James Blake.

Colapesce si esibisce alle 8:35 spaccati sul palco del cortile d’avalos, e scopro con gran sorpresa che Mark Kozelek ha lanciato una vera e propria moda con i suoi “sssshhhhh” antipatici (ma giusti): oggi è il pubblico stesso che zittisce i più chiacchieroni, e io ritrovo la speranza dell’umanità.
Band al completo di quattro elementi più un Colapesce armato di svariate chitarre: Egomostro viene proposto al pubblico senza mancare un suono rispetto all’inciso, ma anzi aggiungendo variazioni su più fronti, come la voce di Totò Cutugno prima dell’assolo di “Maledetti Italiani”. Il live finisce con “Restiamo in casa” e la sottoscritta in lacrime: voto poco oggettivo 10+.

Mangiando e aspettando gli Is Tropical suonano The Pastels: ed è subito sagra di paese. Immeritatissimo il palco principale di Piazza del Popolo.

Alle 11 comincia la festa: gli Is Tropical conquistano il cortile D’avalos e fanno ballare anche i muri. Tra sintetizzatori arpeggiati e batterie sincopate si muove sinuosamente la “cantante” non essenziale musicalmente, indispensabile per lo spettacolo.

Il secondo giorno del Siren si sviluppa con puntualità e poco dopo la mezzanotte sale sul palco principale, tra infiniti “sssshhhhh” della folla, l’attesissimo James Blake.
Seduto nella destra del palco, circondato da due lati di tastiere, Blake si fa accompagnare da un chitarrista circondato a sua volta da altrettante tastiere e da un batterista. La tecnica e lo spessore della qualità del suono prodotto da Blake è talmente alto da non far sentire la mancanza di una presenza scenica: il live comincia e finisce con due pezzi minimal di solo voce e tastiera che annichiliscono il pubblico prima di mandarlo in delirio.

Si chiude così il Festival a Vasto, ma la festa continua a Vasto Marina, dove nello stabilimento di Sabbia D’oro continuano per tutta la notte dj set sotto il marchio della Red bull academy.

Portata a casa anche questa esperienza, tiro le somme: il Siren è sì un festival “à la europea” ma a misura d’uomo.

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