Siamo tutti Animali notturni

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Presentato a Settembre 2016 alla Mostra Internazionale di Venezia, Tom Ford propone il suo secondo lungometraggio, Animali Notturni, a distanza di sei anni dal primo esordio cinematografico.
Nel cast figurano Jake Gyllenhaal ed Amy Adams nei panni dei protagonisti e Michael Shannon, Isla Fisher e Aaron Taylor-Johnson come personaggi secondari.

A differenza di A Single Man dai toni caldi, luminosi ed eleganti qui il film si rivela subito estremante crudo, cupo e violento.
L’intero soggetto, tratto dal romanzo Tony and Susan di Austin Wright e riadattato direttamente da Ford, verte intorno al significato profondo di matrimonio nella società contemporanea. Confronto tra gli affetti genuini ed i limiti imposti dall’era del consumismo e della pochezza di contenuto che ormai assume un unico significato di spazzatura senza valore.
Non mancano, infatti, le sequenze di denuncia particolarmente esplicite presenti sin dai titoli di testa dove brevi clip ritraggono donne obese completamente nude che ballano di fronte ad un sipario rosso ed accompagnate da scintilii e musiche che riprendono gli spettacoli delle majorettes.

La storia è caratterizzata da tre piani narrativi che si intersecano per tutta la durata del film.
Susan (Amy Adams) è una ricca gallerista in crisi a causa della perduta passione per l’arte e del suo matrimonio che sembra essere ormai giunto alla deriva.
Riceve inaspettatamente dal suo ex marito, che non sente da 19 anni, il romanzo che sta scrivendo e che dedica a lei.
Con la lettura del libro da parte di Susan iniziano i salti temporali tra la realtà corrente, i ricordi del loro matrimonio finito e il racconto interno al manoscritto.
Ford sottolinea questi parallelismi con una perfezione di montaggio da mozzare il fiato e con immagini collegate da similitudini di cromie, composizioni, movimenti di macchina, suoni e dettagli curati con perfezione maniacale.
Il primo parallelismo fortissimo è formato dall’immagine che rappresenta il ritrovamento dei corpi della moglie e della figlia di Tony (protagonista del romanzo) e dalla sequenza che ritrae la figlia di Susan che dorme nel proprio letto al fianco del fidanzato. Qui i corpi nudi dei personaggi sono trattati come opere di perfezione della natura e vengono sistemati nella stessa posizione e ripresi quasi allo stesso modo.
Si collegano cosi un momento di straziante violenza ad uno di affetto genuino e giovanile in una armonia di figure che richiama fortemente le sculture del Canova.

Consiglio vivamente la visione di questo film principalmente per la straordinaria suspense che Ford è riuscito a creare aiutato anche da una colonna sonora e da suoni particolari che immedesimano molto lo spettatore nel vivo della vicenda. Per tutta la durata del film si percepisce un fortissimo senso di angoscia e di tensione che difficilmente riesce a svanire.
Inoltre la fotografia di questa pellicola è spettacolare, a tratti teatrale, mostra luci e composizioni che si avvicinano molto ai quadri di Edward Hopper.

A cura di Beatrice Corona

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