Si arricchisce il nostro patrimonio culturale: ritrovati i “Dieci Piccoli Saba”

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a cura di Michela Strati

Erroneamente siamo abituati a credere che i testi scolastici o universitari riportino integralmente tutto ciò che riguarda un personaggio, uno scrittore, un poeta. Vita, opere e se particolarmente interessanti o piccanti, perché no vengono aggiunti anche intrighi sentimentali che lo riguardano. A volte a distanza di 90 anni come in questo caso particolare vengono scoperti testi mai citati, mai letti e ritrovati sotto pile di libri in fondo ad una biblioteca.

E’ quel che è accaduto a Simone Volpato, libraio antiquario triestino, il quale ha ritrovato dieci fascicoli dattiloscritti del noto poeta italiano Umberto Saba. Per saperne di più RadioCatt ha intervistato Andrea Kerbaker, professore di Istituzioni e politiche culturali dell’Università Cattolica di Milano, il quale ospita il patrimonio culturale ritrovato nella “Casa dei Libri” di Milano.

Qual è la genesi della Casa dei Libri e cosa l’ha spinta a creare questa meraviglia che raccoglie più di 25.000 libri?

“Uno comincia a raccogliere i libri così come prende il raffreddore. Non c’è un vero motivo di fondo, ha una pulsione a farlo e lo fa. Nel mio caso lo fa con una certa costanza: quando è allegro per festeggiare il suo momento di allegria; quando è triste per consolare il momento di malinconia; quando è neutro per cercare uno stimolo in più; in generale perché vede un libro che gli piace e lo compra. Capisci che comprare 25.000 libri in una trentina d’anni vuol dire comprarne indubbiamente parecchi e quindi si mettono insieme piano piano uno ad uno. Perché? Posso dire che le persone che comprano libri,che inaugurano una biblioteca, sono persone che cercano di dare un freno alla mediocrità della contemporaneità.”529141_400295686739593_402160454_n

Perché non ci parla dei Dieci piccoli Saba? Come sono stati ritrovati?

“Saba negli anni venti era un povero libraio modesto che vendeva poco. Egli scriveva poesie ma non aveva soldi per pubblicarle e a volte le auto-pubblicava in dei libretti molto preziosi ma comunque costosi da comporre. Ad un certo momento ha avuto un piano di farne dieci, piccoli con una quindicina di poesie ciascuno . Non avendo la possibilità economica di farli e poi venderli li ha lasciati lì. La cosa bella è che sono pieni di poesie inedite,prose e disegni inediti, questi ultimi fatti da un suo amico che si chiamava Virgilio Giotti e quindi sono una bella riscoperta”.

Sono stati quindi ritrovati in una biblioteca privata?

“Si da un uomo che si chiama Simone Volpato il quale ne ha trovato uno in cui Saba aveva scritto di averne fatti dieci. Allora ha cominciato a fare delle ricerche trovandoli tutti.”

Professore, lei crede che questa scoperta possa modificare oggi il profilo di Saba?

“No. Saba è un uomo che si è dato con molta semplicità alla letteratura mettendo nella sua attività e nelle sue poesie tutto se stesso quindi non ha avuto modo di nascondere nessun tratto della sua personalità. Anzi, questi libretti confermano l’impressione che già avevamo,cioè quella di un uomo che aveva un forte senso dell’auto-editoria, anche se poi ha preferito trovare un editore vero. Non c’è nulla che non si sapesse. Ad un certo momento è presente un’indicazione su cinque suoi amici che lui nomina in alcune parti del Canzoniere. Qui invece li indica nome per nome.”

Giovedì 14 Novembre alle 18:00 ci sarà l’inaugurazione della mostra che resterà aperta al pubblico dal 15 al 22 Novembre, i testi saranno esposti alla Casa dei Libri di Milano. Indubbiamente sono una scoperta che incuriosisce. Come ha spiegato il professor Kerbaker questi prototipi dattiloscritti non stravolgeranno la figura dell’autore ma aiuteranno certamente a capire e a disegnare un volto già noto e definito di un artista che a quanto pare ha ancora qualcosa da svelare.

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