“SHALLOW POOL”, JOE CLARK

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A cura di Teresa Bottai

Dal 15 aprile al 30 maggio, presso la galleria Mario Iannelli, saranno esposti i lavori di Joe Clark in una mostra intitolata “Shallow Pool”. Il giovane artista inglese proverà a spiegare come l’immagine contemporanea sia come una Shallow Pool (ovvero una piscina poco profonda) che, con la sua superficie cristallina dà un’apparenza di profondità, ma che in realtà è ingannevole: quando ci si immerge, infatti, a stento copre i piedi; quanto più la sua superficie è toccante ed attraente tanto più è fuorviante e maliziosa.

La mostra presenterà una selezione di fotografie degli ultimi due anni e il video “Assey Management #7” (2015). Attraverso questa mostra, l’artista vuole riflettere sulla relazione tra la tecnologia e l’immagine.

La mostra trae il suo nome dal lavoro “Shallow Pool” (2012), che consiste in un montaggio di tre foto che parzialmente si sovrappongono, componendo un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Il triangolo si appoggia contro un’immagine del cielo, proponendo così una composizione che invita chi guarda ad avere una relazione fisica con l’immagine. In molti dei suoi lavori, Clark vuole concentrarsi su quanto più un oggetto è affascinante, tanto più è ambiguo.

L’artista spesso crea manualmente quello che normalmente è nato in uno spazio digitale; un gesto fisico o un intervento del computer è invece creato manualmente, con un intervento fisico nel mondo reale.

Tutto ciò che vedete nelle sue foto non è né generato digitalmente né frutto di photoshop, bensì di costruzioni, elaborazioni, allestimenti e interventi diretti sull’ambiente e sulla pellicola. Con una tecnica tradizionale, analogica, Clark sfida la tecnologia ma, soprattutto, l’osservatore.

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