È ufficialmente arrivata l’estate: il caldo torrido è tornato e con lui i rassicuranti servizi di Studio Aperto che raccomandano di non uscire nelle ore più calde e bere tanta acqua. Tutte cose naturalmente giustissime, a cui però noi vi consigliamo di aggiungere un po’ di Ghiaccio, e per la precisione quello di See Maw, nuovo promettente talento di casa Undamento.
Classe 1996, See Maw è un artista a 360° che la musica se la produce, se la scrive e se la canta, e lo fa pure con parecchio stile.
In attesa del suo prossimo EP (anticipato dal singolo Basta feste e che arriverà prima di quanto pensiate), gli ho fatto sette domande, una per ogni traccia, per conoscerlo meglio e rompere il Ghiaccio.

Ciao Simone, ci parli un po’ di te e di come nasce il tuo progetto?
Sono un ragazzo che fin da piccolo suona e fa canzoni (solo che da piccolo inventavo parole in un inglese tutto mio). Il progetto nasce quando l’anno scorso ho ricominciato le mie produzioni elettroniche (che iniziai quando avevo 15/16 anni) dopo qualche anno di interruzione, facendo sia basi per me che per Dado Freed (Davide Ruggeri). La cosa comincia a prendersi sul serio verso autunno (io e Davide ci siamo trasferiti in una casa a giugno), e insieme a Gimmy (Gianmarco Montagna) organizzavamo le uscite a partire da gennaio, e l’estetica dei possibili video.

In Ghiaccio, il tuo nuovo EP, ci sono sonorità che spaziano dal synth pop al rap, fino ad arrivare anche alla trap. Quali sono stati gli ascolti che più ti hanno ispirato?
Tutta la musica che ho ascoltato da piccolo mi ha influenzato, quindi quella che ascoltavano i miei genitori. Mentre mio padre era più orientato sul rock anni ’70, mia madre sulla musica italiana di quel periodo. Ho sempre ascoltato veramente di tutto, perché è importante capire che la musica dipende dal buon gusto, a prescindere dal genere. Tuttavia, se proprio devo citare qualcuno, Iosonouncane, Anderson Paak, Venerus, Angele.

Tutto l’EP è intriso di una forte componente elettronica, per altro interamente autoprodotta. Quanto ha contato e conta il mondo del clubbing per la tua formazione artistica?
Occorre fare una premessa: mi piace fare musica, in generale. Quelle persone a cui piacerò vorrei che sia per il mio gusto nel fare la musica, non per un genere che tratto in una qualche canzone. Detto ciò, in questo periodo l’atmosfera clubbing è coerente con il mio mood.

Se dovessi descrivere la tua musica con una sola immagine, quale useresti?
Una foto a caso dal mio feed Instagram

Nell’EP sono presenti tre pezzi che vedono la partecipazione di Dado Freed; come nasce questa collaborazione?
Abbiamo fatto il liceo musicale e l’università (Brera) insieme. Insieme andavamo ad improvvisare in giro per Milano, giusto per suonare un po’.

L’11 luglio suonerai Ghiaccio live per la prima volta all’evento organizzato da Undamento al MAXXI a Roma: come te la stai vivendo?
Suonerò solo Passa dell’EP Ghiaccio, le altre canzoni saranno del mio prossimo EP che esce il 3 luglio. Già io sono un tipo ansioso, figuriamoci fare il live al MAXXI, soprattutto per me che ho fatto 4 live in tutto (dove canto, perché con il liceo musicale mi trovavo a fare spesso saggi e concerti dove comunque ero stra agitato).

Tu sei di Milano, quindi come ultima domanda non posso non chiederti di consigliarci qual è, secondo te, il posto migliore in città per fare serata e ballare fino all’alba.
Credo che ognuno debba trovarsi il posto in cui essere a proprio agio. Per me c’è il Tempio del Futuro Perduto. Lo consiglio.

See Maw è su Instagram

 

A cura di Greta Valicenti

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