#SANREMOVOX: IL PAGELLONE DELLA TERZA SERATA

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A cura di Caterina Palazzo

Carlo Conti: voto 6 e mezzo
Lo avevamo definito “sicuro nella conduzione”, ma dopo ieri sera iniziamo ad avere dei dubbi anche su questo. Al momento della proclamazione della vincitrice nello scontro a due tra i giovani, inverte i nomi, facendo così una papera che la povera Rakele difficilmente gli perdonerà. Il resto della serata procede abbastanza liscio, tutto normale, tutto una noia.

Emma Marrone: voto 4
Senza voce e lamentosa in maniera a dir poco insopportabile. Dice che tutti ce l’hanno con lei e che nessuno l’apprezza. Anche se io me la prenderei in primis con la sua stilista che deve davvero odiarla parecchio. L’austerity di questo Sanremo le sembra cucita addosso, nel vero senso della parola. Continuano infatti a riciclare i centrini di mia nonna per vestirla, povera ragazza.

Arisa: voto 7 meno (da dividersi con il suo medico)
Finalmente Arisa si sblocca, sembra più simpatica e disinvolta (no di certo nei movimenti, visto che è caduta dalle scale). Nessuno riesce a spiegarsi come mai riesca ad essere così e a non avere la faccia di una che è lì contro la sua volontà. Durante la serata i dubbi vengono sciolti dalla presentatrice stessa: l’hanno drogata!

Rocio Muniz: voto 7
Sa fare la valletta, non c’è dubbio. La fanno vestire con abiti da capogiro, mentre le sue colleghe sembra che gli abiti se li cuciano da sole. Disinvolta, brava nel presentare, ottima presenza scenica, speriamo solo le passi la voglia di fare battute e di recitare modi di dire.

Nuove proposte:
Giovanni Caccamo: voto 5
Si siede al pianoforte e, invece di suonare, gesticola! Che c’è, sei stanco? Hai bisogno di sederti? Anche le nuove proposte ce le mandano con gli acciacchi tipici dell’età avanzata. Comunque a parte questo, niente di che, porta una tipica canzoncina sanremese e passa il turno; certo aiutato da quel bel visino che ogni nonna adorerebbe. Tutto in linea con il solito festival, insomma.

Serena Brancale: 6 e mezzo
Nuova proposta un po’ “old style”. Prova a portarci tutti in un jazz cafè con la sua splendida voce, ma a quanto pare non riesce nell’impresa. Non passa il turno, peccato, comunque Sanremo non era il palco adatto a lei.

Amara: voto 6
Appena apre bocca tutti iniziano a chiedersi a chi assomigli la sua voce: Noemi? La Mannoia? Non lo sappiamo. L’unica cosa certa è che non la possiamo davvero paragonare a nessuna delle due in quanto a bravura, abbastanza soporifera, testo noioso.

Rakele: voto 6 e mezzo
Voce originale, non ancora perfetta ma è giovane, ci si può lavorare. Peccato per i pochi applausi alla fine dell’esibizione e per i pochi voti.
Big:
Raf: voto 4
Con questa esibizione ci conferma tutte le paure nate durante la seconda serata: la voce non c’è più. Con una versione della già kitsch “Rose rosse” fa continuare la pennichella di inizio serata. Chi resta sveglio sono solo i crudeli amanti della moda: non si può rimanere in silenzio davanti a quello scempio di abito che indossa!

Irene Grandi: voto 6
Interpretazione pulita di un classico di Patty Pravo. Bella voce, ma con questa cantante la cosa non ci sorprende. Il brano non suscita nulla in noi, non si fa ricordare.

Moreno: voto 6 e mezzo
Finalmente ci siamo svegliati. Buona prova per uno degli amici di Maria. I più grandi ricordano il Celentano dei tempi andati e noi iniziamo un po’ a ballare sulle sedie. Certo non sarà il capolavoro degli ultimi vent’anni, ma almeno ci ha salvato dal coma in cui rischiavamo di cadere, dati i suoi predecessori.

Anna Tatangelo: voto 5
Entra in scena con uno splendido abito (sempre alla faccia delle povere Emma e Arisa) e una pettinatura anni ’40. È elegante, non sembra lei, e infatti non lo è. La vera Tatangelo arriva dopo. La voce c’è e lei riesce anche ad eseguire un brano difficile quale “Dio come ti amo” di Modugno, ma ha quei costanti atteggiamenti da protagonista di una telenovela argentina, che davvero non si possono vedere.

I soliti idioti: voto 4
Li abbiamo tanto paragonati alla brutta copia di Cochi e Renato e alla fine lo sono diventati. La copia però è venuta peggio del previsto, hanno provato a fare proprio il brano “E la vita, la vita”, peccato che le loro voci non abbiamo saputo rendere l’idea. Davvero mediocri, non sembra esserci alcun lavoro dietro la preparazione della canzone.

Chiara: voto 5 (da dividersi con la truccatrice)
Chiunque l’abbia truccata deve volerle davvero, davvero male. Anche con la parrucchiera non ci devono essere rapporti eccezionali. A parte questo la canzone non ci ha fatto impazzire, Chiara ha come al solito una splendida voce, ma con la scelta del brano, sembra essere voluta andare troppo sul sicuro.

Nesli: voto 6 e mezzo
Cerca di consolare l’inconsolabile Grignani, ricordandogli che una canzone carina l’ha fatta. Bravo, buona esecuzione, ma anche lui non si lascia ricordare. La giacca di pelle se l’è fatta prestare da Renzi (dopo la puntata di Amici non gli serve più) e ci ha aggiunto le linguette della Coca Cola sulle maniche… povero buon gusto.

Nek: voto 7 e mezzo
Torna il Nek che faceva sognare le ragazzine. Finalmente la sua bella voce torna a farsi sentire e tutto il pubblico se ne accorge. Possiamo dimenticare la canzone con cui ha iniziato la gara e portarlo avanti con questa splendida versione di “Se telefonando”? Non si può? Peccato. Allora il nostro caro Nek dovrà accontentarsi del premio per la miglior cover che ha vinto ieri sera.

Dear Jack: voto 4
Portano in gara l’intramontabile successo di Sergio Endrigo: “Io che amo solo te”. Peccato che questo gruppo potrebbe anche cantare il Nabucco, ma la faccia da ragazzini viziati e pieni di sé, non gliela toglie nessuno. Il gesto di portare le rose alle donne in platea è stato davvero triste e mieloso, se fossero usciti subito dopo l’esecuzione del brano, saremmo stati tutti molto più felici.

Platinette e Grazia Di Michele: voto 6
Con l’allegra “Alghero”, Mauro Coruzzi riveste i panni di Platinette. Una bella interpretazione, allegra e spensierata, ma le voci davvero non vanno. Se Grazia De Michele fosse stata concorrente di Amici, si sarebbe cacciata da sola.

Atzei: voto 5
Tralasciando il licenziamento della sarta prima ancora che riuscisse a concludere la gonna, l’Atzei non ci regale niente di nuovo. La sua versione di “Ciao Amore Ciao” è uguale a quella che aveva fatto Giusi Ferrery, stessa voce, stesse espressioni. Peccato.

Alex Britti: voto 6
Un simpatico anziano, che ci ricorda vagamente l’Alex Britti dei primi anni duemila. Grande chitarrista, sul serio, ma la sua versione di “Io mi fermo qui” dei Dik Dik, ci ha fatto sbadigliare.

Lorenzo: voto 7
Scelta elegante, voce impeccabile. Questo è il vero Lorenzo Fragola, quello che sceglie “Una città per cantare” di Ron, e la esegue bene, senza costruzioni di alcun tipo dietro. Speriamo continui così e non diventi il prodotto commerciale che molte ragazzine vorrebbero.

Il Volo: voto 5 e mezzo
Si impegnano tanto, ma questa versione di “Ancora” non si può proprio sentire. Sembrare bambini che scimmiottano gli atteggiamenti e la voce del babbo. Belle le voci, ma non ancora de tutto credibili.

Annalisa: voto 7 e mezzo
Tolte finalmente le paure della gara, cadono tutti i limiti che ingabbiavano la voce della cantante. È stata magnificamente in grado di rendere la canzone “Ti sento” di Antonella Ruggiero, facendoci tornare quel buon umore che avevamo perso dopo la performance di Nek.

Lara Fabian: voto 4 e mezzo
Prima di farla cantare, ci ricordano che è conosciuta in tutto il mondo e che dovremmo essere grati della sua presenza a Sanremo. Ci permettiamo di dissentire. Si è esibita con “Sto Male” di Ornella Vanoni, e almeno in questo siamo stati concordi con lei.

Grignani: voto 4
Il nostro cantante continua a struggersi per le pene d’amore con “Vedrai vedrai” di Luigi Tenco (povero Tenco). Sarà stata colpa anche dell’ora tarda ma della sua esibizione non ricordiamo assolutamente nulla. Il cantante riesce nell’intento espresso nella sua canzone di quest’estate “Non voglio essere un fenomeno”.

Nina Zilli: voto 6 meno
Con il mantello da Batman anni ’90, con tanto di spalline, la cantante scende le temute scale dell’Ariston e si esibisce con “Bruciasse la città”. Alla cantante va il merito di aver reso orecchiabile una delle canzoni più insopportabili di Massimo Ranieri, niente di più.

Malika Ayane: voto 8
A mezzanotte e venti ci risvegliamo del tutto con questa splendida versione di “Vivere” di Vasco Rossi. Finalmente ci viene la pale d’oca. La voce di Malika Ayane è impeccabile, controllata ma non costruita, davvero non si può dire altro se non: meravigliosa.

Marco Masini: voto 7
Buona chiusura per questa gara, Marco Masini riesce a fare sua la canzone “Sarà per te” di Francesco Nuti, davvero molto credibile. Il brano, anche se poco conosciuto, è stato molto apprezzato, soprattutto grazie all’inconfondibile voce del cantante. Ottima chiusura.

Ospiti:
Luca e Paolo: voto 8
Finalmente a Sanremo si è potuto ridere con dei veri comici. La cosa più sconvolgente è stata che la platea ha riso con temi che per l’italiano medio sono di solito tabù, vale a dire le morti celebri e i matrimoni omosessuali. Luca e Paolo hanno da un lato voluto sottolineare la nostra solita ipocrisia, per cui non appena si muore, si diventa dei grandi; e l’altro piccolo difetto di questo Sanremo: la nostalgia. Grazie davvero, ci servivate per poter continuare a guardare questo festival. L’unico rimprovero che forse gli si potrebbe fare è questo: non vale prendersela con Carlo Conti. Prendersela con lui è come farlo con i più deboli, o con il cucciolo che fa pipì nel salotto. Poverino, non è colpa sua, è che si deve abituare al nuovo ambiente.

Ferrero: non sta a me giudicare
Sarebbe troppo facile scherzare sul personaggio Ferrero. Non posso infierire più di quanto non faccia già lui da solo. Certo è stato più simpatico dei comici dei giorni scorsi, questo bisogna riconoscerglielo.

Spandau Ballet: voto 7 e mezzo (me l’hanno suggerito i miei genitori, però)
Madri di tutto il modo unitevi e ripensate ai vostri primi amori, alle vostre prime feste e ai vostri primi balli. Carlo Conti è infatti riuscito a coronare quello che, a suo dire, era un sogno di tutti gli italiani: rivedere insieme questo famosissimo gruppo degli anni ’80. Anche a noi under 50 non sono dispiaciuti, la voce di Tony Hadley è formidabile e il sax è stata una presenza prepotente e da pelle d’oca.

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