I did not hit her, it’s not true! It’s bullshit! I did not hit her! I did not! Oh hi, Mark.” Questa è una delle tante battute da quello che viene universalmente riconosciuto come il più brutto lungometraggio della storia, “The Room” di Tommy Wiseau la cui lavorazione è stata a dir poco travagliata ed è stata oggetto di “The Disaster Artist”, pellicola di James Franco del 2017, che sarà oggetto di questo nuovo appuntamento.

Tutto inizia quando viene pubblicato il libro di Greg Sestero che racconta la sua amicizia e la collaborazione a “The Room” con Wiseau, un uomo molto stravagante, con un forte accento dell’est-Europa e che non si sa come ha una forte disponibilità economica tanto da potersi auto-finanziare il suo film con 6 milioni di dollari di cui è stato regista e attore protagonista.  Non ci vuole poco a capire la portata dell’operazione e così i diritti vengono acquistati e viene ingaggiato James Franco alla regia per occuparsene. Wiseau è noto per essere una persona molto ingerente e collaborando al film come consulente, Franco ha raccontato un divertente aneddoto sulle discussioni che ha avuto con lui in merito alla scelta dell’attore che lo avrebbe interpretato: voleva a tutti costi che fosse Johnny Depp a vestire i suoi panni e il regista sentendolo si è quasi messo a ridere perché era molto improbabile che una star come Depp avrebbe preso parte ad un progetto a budget limitato. Franco riuscì a convincerlo che era lui l’attore giusto per portarlo in scena nel film ma come realizzerà in seguito quello che gli ha fatto ottenere la sua approvazione è stato il fatto che nel 2001 aveva recitato nelle vesti di James Dean, divo degli anni cinquanta in cui Wiseau si rivede.

Le riprese del film sono state anch’esse molto interessanti, in primo luogo perché è il primo film in cui recitano assieme i fratelli Franco (Dave è il coprotagonista), ma soprattutto per la cura maniacale nel riprodurre tutti gli eccessi di quel set, dalla scenografia ai costumi. Dal punto di vista registico è interessante sottolineare come la pellicola giochi molto sulla nostalgia dei primi anni 2000, riscontrabile nella scena in discoteca sulle note di “Rhythm of the night” o nel cameo di Bryan Craston che nella finzione del film invita Sestero a recitare una piccola parte nella sitcom “Malcolm”. Franco è stato elogiato per il suo lavoro ma in pochi sanno che sul set era sempre nel personaggio anche quando doveva dirigere gli attori.

In ultima istanza è giusto ricordare la campagna di marketing del film, che ha coinvolto nuovamente Wiseau prima in un divertente video di Vanity Fair dove analizza le scene del film o per l’incidente agli ultimi Golden Globes.

 

A cura di Fabio Facciano

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