The Rubbish Truck: Troppo Belli, il troppo brutto made in Italy

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troppo belli

Cari amici il carro del trash torna per portarvi un po’ di pattume dal mondo del cinema. Dopo l’appuntamento con gli zombie che potete rileggere qui, questa volta vi parliamo di altro, precisamente di bellezza, anzi di troppa bellezza: Troppo Belli film cult per gli amanti del trash italiano.

“Troppo Belli” è stato partorito da quel genio creativo di Maurizio Costanzo, il quale ha visto un potenziale attoriale innato in Daniele Interrante e Costantino Vitagliano, il problema è che l’ha visto solo lui.

Una voce sensuale femminile esordisce con “A volte nelle città italiane nascono e crescono dei ragazzi trooooppo belli” dopo aver sentito ciò è a questo punto che tutto il genere umano si unisce in unico pensiero “che me stai a cogl***à?” e segue una voglia irrefrenabile di piangere e morire così chiedendosi il perché, poi però appare Costantino, uno dei troppo belli, e tutto va un po’ meglio: la sua bellezza è un faro in questo mondo di bruttezza.

Siamo in una città italiana agli inizi del 2000, contesto indicato inoltre dal cattivo gusto nel vestirsi specialmente da parte degli attori uomini che sembrano appena usciti da una serata tecktonik.

Il film ruota intorno a questi due troppo belli (e no non son Derek Zoolander e Hansel McDonald) che vogliono disperatamente entrare nel mondo del cinema. Costantino e Daniele si improvvisano attori che interpretano attori: è un tentativo pirandellesco riuscito male.

“siamo attori, no?”

In breve questi due amici-troppo belli-attori vengono incastrati dall’avvenente Valeria, una ragazza che li induce a firmare un contratto con un’agenzia fuffa di spettacolo comandata dal padre, l’unico personaggio di tutto il film simpatico: crede infatti che i due siano incapaci e diciamocelo anche un po’ babbi. Nell’agenzia lavora inoltre Michela che, al contrario della sorella minore Valeria, non è per nulla troppo bella, ma anzi è l’Ugly Betty della situazione, oltre ad essere brutta è anche problematica: alla vista dei due si nasconde perché non può farcela ad avere a che fare con così tanta bellezza. Ovviamente è innamorata di Costantino.

L’agenzia dunque impone dei costi elevati ai due sventurati, che ingenuamente decidono senza alcun sospetto di continuare la collaborazione con questa. Costantino e Daniele dovranno dunque lavorare per poter supportare gli elevati prezzi. C’è incredulità, ma è tutto vero: i due sgobbano per la prima volta della loro vita.

La pellicola è arricchita da altri personaggi di spessore: abbiamo le ragazzine stalker in piena crisi ormonale che fanno i sondaggi con il cellulare se sia più figo Costantino o Daniele, e anche il milanese imbruttito, l’amico Vittorio, che chiama la sua fidanzata bionda “bambolottissima” e con estrema arroganza spacca la scena con “Giovanni, posteggia la mia macchina!” “Bella figona imperiale!”.

(Da 00:50 la reazione comune dopo aver visto la pellicola)

“Troppo Belli” è un mix di personaggi scadenti intrinsecamente stereotipati, però fin qui nulla di grave. I dialoghi sono brutti e probabilmente sono stati scritti dallo stesso paroliere de I Baci Perugina, oppure da Federico Moccia. Si ha il sospetto che Lory Del Santo si sia ispirata per il suo “The Lady” a questo film, e che forse abbia scelto come co-protagonista Costantino vedendolo recitare.

Il doppiaggio sembra appartenere a un altro film, tra la pellicola e questo non c’è nessun tipo di sintonia, al contrario si fanno manforte per rendere tutto troppo brutto.

Perché quindi vedere “Troppo Belli”? Perché fa bene all’autostima.

A cura di Sara Palumbo

 

 

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