Bentornati nella rubrica che non si vergogna di rovistare nella spazzatura per tirare le somme dell’anno appena concluso: eccovi i dieci film trash dello scorso anno, selezionati solo per voi.

Nota per il lettore: l’elenco è disposto in ordine alfabetico, non in ordine qualitativo. 

Alex Strangelove

«È questo che vuoi? È l’esemplare migliore di tutta Buchanan High!»: questa è la risposta di Dell, che di fronte al coming out inaspettato di Alex pronuncia quelle parole abbassandosi le mutande. Al parco pubblico. Alex Strangelove è un trash teen drama di Netflix (strano eh…) che cerca di raccontare le vite e le pulsioni sessuali dei suoi protagonisti nei modi più deliranti possibili. Insomma una sceneggiatura che fa del cattivo gusto la sua marca distintiva, da coming out ai limiti del ridicolo a dei quattordicenni che importano rane dal Sudamerica da cui si ricavano sostanze psicotrope (?), alla sciatteria del protagonista che si ritrova vertice di un triangolo amoroso di cui, almeno dalla recitazione dell’attore, non sembra fregargli più di tanto…

Cinquanta sfumature di Rosso

«Ma se sono tutte in topless, questa spiaggia è una tettonica!» è un’altra frase trash non-sense ideata dalla protagonista che dice in questo capitolo finale della trilogia. Inutile dilungarsi, come la saga a cui appartiene, non ci troviamo di fronte ad un melodramma o a un film erotico ma una delle peggiori soap opera realizzata con il decuplo del budget.

Day of the Dead: Bloodline

«You know what I miss, man? A nice, greasy cheeseburger and fries». Se il titolo vi dice qualcosa, ebbene sì questo film trash si pone come remake del film omonimo di George Romero del 1985. Solo che laddove Romero usava l’horror per fare critica sociale, qui invece ci troviamo di fronte solo a scene splatter sopra le righe che nulla hanno a che spartire con l’originale…

God’s not Dead: A Light in Darkness

«I don’t have a problem with God, but you do, Adam» e fu così che Keaton pose fine alla relazione con Adam. È tornata con un terzo capitolo una delle saghe più trash e conservatrici: God’s not dead. Nell’ultimo film della trilogia il pastore David Hill viene imprigionato per via dei suoi sermoni (?): durante la sua prigionia la sua chiesa prende fuoco, e quando lui e i suoi compari cercheranno di ricostruirla ci saranno delle opposizioni da parte del college (le università si sa, sono liberal). Ritorna la follia cinematografica dell’America nascosta, con la differenza che però questa volta han fatto flop. Anche se hanno già annunciato un prequel…

Living Among Us

«I’m really excited to have you guys» è un normale complimento che si fa quando si ha ospiti a casa. Questa volta tuttavia gli ospiti sono umani ma i padroni di casa sono vampiri, che hanno accolto dei giornalisti che vogliono verificare la loro esistenza. La trama è una copia spudorata di What we do in the shadows del 2014 diretto da Taika Waititi, il regista di “Thor: Ragnarok”, e che era già di suo una commedia trash terribile, questo film invece ne riprende i toni da farsa nella prima parte per poi diventare un horror tradizionale nella seconda parte, perché molto curiosamente i vampiri li vorranno far fuori. Girato completamente in found footage, a metà tra una sitcom e un horror venuto male, è una pellicola utile per le vostre serate a tema film ‘trashissimi’.

Natale a 5 stelle

«La prego babbo-zombie non mi faccia male!» Poteva forse mancare in questa lista il «cinepanettone» made-in-Netflix? Ovviamente no. Una commedia di cattivo gusto che vuole farsi passare come satira politica ma ha un’ironia che non è mai tagliente sull’attualità tuttavia è piuttosto ferma a corna e sesso: insomma, il solito «cinepanettone».

Obbligo o verità

«The game is real! Wherever you go, whatever you do it will find you»: per alcuni teenager il giochino ‘obbligo o verità’ diventa una maledizione messicana che li perseguita. Una trama originalissima per quello che voleva essere un horror e finisce ad essere una soap opera con jumpscare.

The Last Sharknado: It’s About Time

«I wonder what Deadpool movie we’re on?» È l’apoteosi del trash. In questo nuovo capitolo i viaggi nel tempo regalano situazioni al limite del ridicolo: gli sharknado non hanno risparmiato Artù e i cavalieri della tavola rotonda, la mitologia western e la guerra civile americana. Nemmeno i dinosauri.

Sierra Burgess è una sfigata

«È così che lui mi immagina?» È il trash teen drama di Netflix che ha fatto discutere quest’estate: sostanzialmente in questo film la ragazza protagonista riesce a brecciare il cuore del suo amato tramite il catfishing (l’uso di falsa identità sui social), facendosi passare per la strafiga della scuola. Il film vuole riprendere il Cyrano de Bergerac ma finisce per creare dei sottotesti pericolosi per gli adolescenti che si apprestano a premere play a questo titolo su Netflix…

Venom

«Noi siamo Venom» È il blockbuster-trash dell’anno. La pellicola riprende uno dei villain di Spiderman, un parassita alieno di nome Venom, per trattarlo in un film a sé stante che però non ha un’identità ben precisa. I difetti maggiori sono due: gli effetti visivi e la sceneggiatura. Per quanto riguarda quest’ultima nuocciono eccessive semplificazioni e situazioni ridicole. Basti pensare all’azienda del cattivo, che ha pure una milizia privata, eppure il protagonista riesce ad accedervi con una facilità disarmante…

Questo è tutto gente!

 

A cura di Fabio Facciano

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