Fino ad un paio di settimane fa di Paky, rapper nato a Napoli ma trapiantato a Rozzano, poco si sapeva.
Il 2 ottobre è uscito il video di “ROZZI“, e sono bastati pochi giorni e le props di nomi non proprio sconosciuti del rap game (Night Skinny, Tedua e Gemitaiz, solo per citarne alcuni) per capire che Rozzi l’avremmo ascoltata anche se fossimo stati a Canicattì.

In realtà il primo video (“Tutti I Miei Fra“) di Paky risale a sette mesi fa e il singolo “Rozzi” era già uscito a settembre, eppure il video di quest’ultimo lo ha letteralmente elevato nel regno di “chi ce l’ha fatta“. Neanche il tempo di scriverne e di recensirlo che dall’underground Paky è già passato  al mainstream, tanto da poterlo ascoltare nel Mediaworld di Rozzano a tutto volume (fatto realmente accaduto) o a Romolo M2 da un paio di ragazzini appena usciti da scuola (fatto altrettanto realmente accaduto).

Tuttavia quello che è più forte di Paky è lo sfondo dietro, Rozzano, che in realtà è stata già decantata da altri rapper “local” (ricordiamo ad esempio Rozstar con “Salto i Palazzi“) e quindi la prima cosa da fare è chiedere a chi a Rozzano ci vive se Rozzi è veramente l’anima di Rozzano.

Ecco le risposte che ci hanno dato:

“Per quanto mi riguarda credo che lui incalzi a pennello il ragazzo medio che abita tra i quartieri popolari di Rozzano nuova, la sua canzone può essere una hit, far conoscere Rozzano certo.. ma forse porta alla luce la parte più “sbagliata” e disagiata di Rozzano.. dipinge un quadro che all’alba del 2019 non è più molto attuale. Rozzano faceva veramente paura negli anni 70/80… basta parlare con uno dei nostri genitori”

I-

“Luoghi comuni che contribuiscono a dare un’immagine sbagliata di questo posto, e che mettono in luce quello che è un frammento della realtà fatta anche di persone normali penso”

S-

“Secondo me più che Rozzano rappresenta la disperazione di una generazione abbandonata al disagio, e sicuramente la mala di Rozzano non sono loro, non si fanno vedere di certo, la mala sta proprio dietro a negozi usati per riciclaggio e in zona comunale ahah”

S-

“Personalmente rappresenta in parte una realtà di Rozzano che è innegabile ,ma è chiaro che non tutta la città è così. Io la ascolto perché mi piace il genere ed è orecchiabile. Una volta sentita difficilmente riesci a togliertela dalla testa! La cosa che a me ha fatto riflettere maggiormente è stata la marea di commenti negativi che ha ricevuto il cantante, non lo conosco personalmente, non ho alcun interesse a difenderlo, però lo apprezzo
Si è messo in gioco e ha raccontato una parte di Rozzano. La gente si incazza per ogni cosa, io spero faccia i soldi. Gli auguro il meglio!”

F-

Quel che è certo è che questi sono solo alcuni pareri soggettivi, ma ciò che è oggettivo è che Paky – piaccia o meno – no ha solo dato un milione di visualizzazioni a Rozzano, ma ha fatto molto di più: se infatti il trend generale dei rapper di certe zone è quello di urlare alla fuga, di voler scappare dalla realtà di provincia per fare i soldi nelle metropoli, al contrario questo ragazzo mostra fieramente tutto ciò che viene criticato e allontanato e non ci pensa neanche ad andarsene. Del resto è lui stesso a dirlo: Io qua ci muoio, frate, a Rozzi.

 

A cura di Sara Palumbo

Commenti su Facebook
SHARE