Sabato 21 ottobre, è tornato al Fabrique di Milano uno dei Dj e produttori più quotati degli ultimi anni: il tedesco Robin Schulz.

Il suo live inizia verso le 23, dopo l’apertura da parte di due supporter (Alle Farben e Sylvain Armand), con un Fabrique sempre più brulicante di gente. Guardandosi intorno non si riesce bene a mettere a fuoco in che tipo di concerto ci si trova. Vi sono ragazze di quindici anni affiancate da coppie adulte e uomini in tenuta da lavoro. Vi è una varietà che spiazza e sorprende allo stesso tempo.

Robin è un Dj molto versatile, e questa sua caratteristica emerge durante tutto il suo set. Diventato celebre con il Remix di “Waves” di Mr.Probz, con questo Tour il Dj si focalizza prettamente sulle sue ultime produzioni tratte dal nuovo disco “Uncovered”, rilasciato a fine settembre e anticipato da alcuni singoli già diventati Hit.

Il tutto incomincia sin subito con cascate di coriandoli e “fiammate” di fumo al ritmo dei drop della prima canzone e così continuerà per il resto del concerto.
Colpiscono molto le visuals dei tre grandi schermi sul palco (sfere colorate fluttuanti, cieli spaziali stellati, una chiesa dalle coloratissime vetrate) proposte ad accompagnare la musica dei vari singoli oltre ai generi nei quali Robin spazia molto abilmente.

Da un inizio con un brano più “aggressivo” e dalle sonorità prettamente legate alla musica house e da club al suo celebre Remix “Prayer in C” dei Lilly Wood and The Prick con una melodia incalzante e a tratti malinconica che ti rimane subito in testa, accompagnata da una scenografia un po’ cupa: un bosco di alberi spogli tra un’atmosfera ombrosa e dai colori violacei.

Tra i vari singoli di sonorità fortemente Deep House colpiscono la scoppiettante “Ok” con alla voce James Blunt, durante la quale il pubblico impazzisce e alla partenza di ogni ritornello inizia a saltare e a cantare a squarciagola mentre dal palco continuano ad essere spruzzate lunghe scie fumo. Sulla stessa onda vi sono la recente “Shed a Light”, “I Believe I’m Fine” fino ad arrivare a “Sugar” la hit più famosa in assoluto del Dj. Qui il pubblico viene teletrasportato tramite le visuals tra i grattacieli luminosi una grande metropoli americana. Il mood, soprattutto durante canzoni di questo genere, è molto leggero, si ha come la sensazione di essere in vacanza o a una festa, magari sulla spiaggia o in un celebre club di qualche città da sogno, mentre si gode a pieno la vita senza troppi pensieri.

Vi sono anche una serie di momenti più particolari. Mentre sul grande schermo dietro al Dj spicca la figura di un albero in controluce, su uno sfondo dai romantici colori del tramonto, vengono proposte canzoni prettamente più tropical.
Tra i pochi brani non originariamente di Schulz vi è il Remix “2U” di David Guetta featuring Justin Bieber. Dietro a Robin compare un muro di quadrati neri bordati di rosso pulsanti al ritmo della musica, e la canzone proposta è un qualcosa di totalmente diverso dall’originale, con sonorità più progressive.

Un momento molto divertente si ha quando compare sullo schermo Charlie Chaplin, accompagnato da un sample della voce intramontabile di Frank Sinastra. Queste due figure iconiche vengono mixate all’interno un brano da Club dall’abile Dj, che oltre a sue canzoni si diverte anche a fare questo tipo di giochi, continuando a sorprendere il pubblico.

Dopo la comparsa di una scritta a caratteri cubitali “Grazie Milano, You’re Unforgettable”, il Dj propone due ultime canzoni per poi scomparire dietro le quinte.
Il concerto finisce tra gli applausi di questo pubblico incredibilmente variegato, ma così è la musica di Robin Schulz, che a volte si fa quasi fatica a mettere bene a fuoco. Il risultato finale però non può che essere sorprendente. Di certo è stato un live che non ha annoiato.

A cura di Giulia Lansarotti

(Ph: Fabio Izzo)

 

 

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