Bentornati, cittadini di Essos e di Westeros! Siamo ormai giunti alla penultima puntata della stagione ed i fili iniziano pian piano a riannodarsi. Dopo le prime scaramucce, le due regine sono finalmente pronte a mettere in campo tutta la propria forza; ma chi l’avrà vinta? Scopriamolo insieme!

Daenerys Targaryen: 9 – Partiamo subito con il botto, ma soprattutto con un botto controcorrente. Perché sì, noi ci aspettavamo fin dall’inizio questa discesa nella follia da parte della bionda regina: arrivata nel continente occidentale con tre draghi e due persone inseparabili, Missandei e Jorah, si ritrova infine con una sola delle bestie volanti. Avevamo già avuto i primi segnali di instabilità nel passato, forse nascosti sotto uno strato di ingenuità e timore del mondo. La lucida follia con la quale decide di radere al suolo la capitale è figlia di questa suo sentirsi incompresa e costantemente rifiutata da un popolo che mai l’ha cercata e mai l’ha voluta. E allora lei, come tutti i veri Targaryen, risponde con le parole del motto della sua casata: fuoco e sangue!  Si va in scena

Cleganebowl: 9 – Stagioni e stagioni passate ad attendere un ultimo scontro tra i due mastodontici fratelli Clegane, e dobbiamo dire che la contesa non ha deluso le aspettative. Vendetta, frustrazione, ira e odio scorrono nelle loro vene. Finalmente vediamo la Montagna per quello che è diventata, un mostro invulnerabile ai colpi disperati del Mastino: il terribile parallelismo con la morte di Oberyn ci ha lasciati con un profondo senso di nostalgia. Separati fin da piccoli dalle fiamme ardenti, la loro fine non può che terminare nello stesso modo in cui era iniziata. Questa parte della mia vita, questa piccola parte, si chiama felicità

 Varys: 8 – Lode al Ragno Tessitore! Lui, unico forse ad aver sempre giocato al vero “Gioco del Trono”, deve infine cadere di fronte al tradimento studiato di Tyrion. Avremmo desiderato un ultimo confronto con Daenerys, in cui magari le avrebbe potuto aprire gli occhi di fronte alla distruzione che stava per avvenire, ma lo scambio di sguardi con Tyrion vale forse il prezzo biglietto. Ancora lode a te, Ragno Tessitore, unico ad aver sempre posto il bene del reame prima di tutto. Perfetto, per me finisce qui 

Jaime Lannister: 7½ – Il suo è stato un lungo, lunghissimo viaggio di maturazione. Ha dovuto subire l’amputazione della mano destra, si è trovato a combattere contro gli Estranei per difendere Grande Inverno, ha avuto modo di incontrare ancora Bran, il primo a sapere del suo piccolo segreto. Ma tutto questo per cosa? Per vederlo tornare, infine, dal suo unico amore. Jaime diventa allora l’emblema di chi non riesca mai a sfuggire ai propri demoni, non riesca mai davvero a superare le proprie debolezze: ed è questo a renderlo umano, uguale a qualsiasi altra persona. Tu dovevi distruggerli, non unirti a loro

 Verme Grigio: 7 – Ha perso l’unica cosa preziosa che avesse mai avuto. Ma la sua non è follia: la sua è rabbia allo stato bestiale, che non può essere né fermata né nascosta. Viene meno a tutti i suoi giuramenti di Immacolato, lasciandosi travolgere dalle emozioni e dando il via al massacro del popolo e delle guardie dei Lannister. Incapace di dimenticare, incapace di controllarsi, sfrutta tutta la propria conoscenza militare per trucidare quanto più possibile. Il cenno d’intesa iniziale con Daenerys ci fa pensare a come fosse già tutto studiato a tavolino. Non cincischi, vada! 

Jon Snow: 6½ – Guida i suoi uomini, gli uomini del Nord, alla conquista della città. Arriva davanti alle armate dei Lannister, che si arrendono gettando le spade. Tutto tranquillo, senza alcuna fatica. Se non che Verme Grigio decida di prendere in mano la situazione, dando il via al massacro. E quando vede Daenerys bruciare l’intera città, capisce finalmente a cosa è andato incontro. Forse un po’ troppo tardi, ma meglio tardi che mai. Il voto glielo dobbiamo per la coerenza che ha dimostrato in battaglia, mantenendo sempre un suo codice d’onore a difesa dei più deboli. Ormai sembrano non esserci più dubbi sui chi salirà al trono. La realtà è spesso deludente

Cersei Lannister: 6½ – Mentre la città di Approdo del Re e la Fortezza Rossa vengono rase al suolo dalla furia cieca di Daenerys, la paura e l’angoscia iniziano ad intravedersi sul suo volto. Il crollo emotivo che subisce alla fine la riporta con i piedi per terra, spaventata dalla morte incombente per sé e per il figlio. Lo sguardo di speranza che rivolge a Jaime nel vederlo dimostra forse come, nel profondo, anche lei sia sempre stata innamorata del fratello. La loro morte, insieme ed abbracciati, chiude il cerchio di una passione malata ma troppo forte per essere soffocata.  Nella mia testa non finiva così 

Arya Stark: 5½ – Non fa altro che sopravvivere. Le cadono addosso torri e palazzi, viene colpita dai cavalli dei Dothraki e le persone a pochi centimetri da lei vengono carbonizzate, ma lei riesce incredibilmente a sopravvivere, sempre. Profondo l’addio con il Mastino, colui che le ha permesso di diventare ciò che è ora. Viene usata più come una “telecamera”, per mostrarci la morte e la distruzione causate da Daenerys, ma pensiamo che questo sia stato necessario solo per donarle tutto quell’odio che la spingerà (forse) a chiudere i verdi occhi della nuova regina. Ma è legale questa cosa?

Tyrion Lannister: 5 – L’ennesimo errore della sua carriera di Primo Cavaliere. Ammettiamolo, non ne ha fatta una giusta e non ne ha imbroccata mezza. Messo in guardia da Varys sulla deriva verso la follia di Daenerys, continua a difenderla e difendere il suo operato. Per un attimo pensava di avercela fatta, di aver salvato nuovamente la città di Approdo del Re dallo sterminio: ma questo ci dimostra solo come non avesse capito nulla della regina. Si salva in calcio d’angolo per l’intenso addio a Jaime, l’unico ad averlo accettato sin dal primo giorno. Guido gli altri verso tesori che non posso avere 

Euron Greyjoy: 3 – Male, male, male. Puntate passate a fare il gradasso, per finire poi ucciso da uno storpio. Lui, che ha viaggiato nella sconosciuta Essos e ne è tornato carico di aspettative. Si lascia forse prendere dalla speranza di mettere la testa di Jaime su una picca, ma a finire trafitto è proprio lui. Penalizzazione anche per la mira un po’ sbilenca: 3/3 contro Rhaegal, 0/4 contro Drogon. Beh, un po’ lo scemo lo stai facendo

Compagnia dorata: 2 – Durano meno della pazienza ad un raduno di No-Vax, meno della voglia di studiare a metà Luglio, meno della dieta durante le vacanze natalizie. Bella la disposizione delle truppe, nelle loro scintillanti armature dorate, ma riescono poco o nulla contro il fuoco di Drogon e i Dothraki in sella ai loro cavalli. Mom, come pick me up, I’m scared

Rating VOX: 8½ – Nonostante tutte le critiche volate in questi giorni contro questo episodio, colpevole forse di avventatezza (ma dovuta più a necessità tecniche), ci sentiamo soddisfatti della piega degli eventi. Daenerys si dimostra per quello che è sempre stata, una Mad Queen in puro stile Targaryen, mentre Jaime e Cersei ci dimostrano come talvolta sia impossibile fuggire dai propri più intimi desideri. Gli effetti visivi dell’assedio hanno del monumentale e trasmettono quel senso di apocalittico terrore scatenato dal fuoco del drago.

A cura di Andrea Tenconi

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