Ricordando Allen Toussaint

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A meno di un anno dalla morte un album postumo

Allen Toussaint ha dedicato l’intera sua vita alla musica, quasi letteralmente si potrebbe osare dire, data la sua morte (causata da un infarto ndr) avvenuta subito dopo un concerto al Teatro Lara di Madrid, il 10 Novembre 2015. Nonostante la tragicità di un evento quale la morte, per un artista vi è una sorta di poesia nel lasciare questo mondo dopo averlo, fino all’ultimo, abbellito con la propria arte.

Per capire chi fosse Allen Toussaint basta ricordare dove è nato, New Orleans, la capitale del blues. Il suo poliedrico talento non si è però limitato a questo genere. Attingendo con pacatezza ed educazione dal calore del soul ( i suoi esordi musicali si hanno in Lousiana) e dal carisma del jazz, ha creato uno stile unico e inconfondibile. Con le sue abilità di cantautore è entrato di diritto nella Rock and Roll Hall of Fame, grazie alla paternità di brani quali Working in the Coal Mine, Woman e Lady Marmelade, riproposta in chiave disco negli anni Settanta dai Labelle. Una così grande personalità non è passata inosservata sulla scena musicale, infatti Toussaint vanta una miriade di collaborazione con musicisti del calibro di Ringo Starr, Yardbirds, Rolling Stones, Paul McCartney, Elvis Costello e Joe Cocker. In poche parole è stato un maestro fondamentale per chi ha suonato canzoni scritte da lui, o per chi ha suonato direttamente con lui.

American Tunes è il titolo di quest’album postumo, messo insieme dal produttore Joe Henry. La raccolta di canzoni mostra la completa maturità musicala di Allen Toussaint, nel senso che non si distingue dai titoli precedenti per la volontà dell’autore di rivedere musicalmente il suo passato. Tanto è vero che gli schemi tipici del jazz non vengono ricercati mentre suonati, ma fuoriescono naturalmente con eleganza e semplicità. Pure i musicisti che hanno collaborato alle canzoni, quali Charles Lloyd e Van Dyke Parks, si sono fatti trasportare da questo sentimento, fondendosi con la musica di Toussaint e non lasciando trasparire alcuna imposizione del loro stile. Con le sue note e la sua voce (apprezzabile sopratutto nel brano American Tunes, che dà il titolo all’album) Allen Toussaint chiude, o meglio, firma una coda per la sua straordinaria carriera suonando con e commentando la tradizione musicale americana che ha vissuto.

A cura di Andrea Predieri

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