Riccardo Marca e il suo windsurf alla ricerca del vento

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Vox Sport ha avuto il privilegio di scambiare due parole con uno dei giovani atleti italiani più promettenti del momento. Stiamo parlando di Riccardo Marca, windsurfista di livello mondiale.

Vox Sport ha avuto il privilegio di scambiare due parole con uno dei giovani atleti italiani più promettenti del momento. Stiamo parlando di Riccardo Marca, windsurfista di livello mondiale.

Ecco cosa ci ha raccontato di onde, vento e di musica rock.

Ciao Riccardo, grazie anzitutto di averci concesso quest’intervista. Presentati brevemente ai lettori di Vox.

Ciao a tutti, mi chiamo Riccardo Marca, sono nato il 20 Luglio 1996 a Cattolica e sono un windsurfista professionista.

Ci spieghi qual è la tua disciplina specifica all’interno del windsurf e in cosa consiste?

La mia disciplina è il freestyle, una specialità molto spettacolare. Grazie alla spinta del vento riusciamo a eseguire svariati trick, con o senza l’aiuto di un’onda.

Come e perché ti sei innamorato del windsurf?

Fra tutti gli sport che avrei potuto scegliere ho scelto proprio il windsurf. È stato amore a prima vista, nessuno sport mi aveva travolto come ha fatto il windsurf. Sono salito su una tavola per la prima volta durante una vacanza di famiglia in Egitto, nel 2008. Anche se non ne ero ancora consapevole, da quel giorno la mia vita cambiò. Ho preso scelte difficili e affrontato strade faticose pur di rincorrere quel vento, che non avrei mai pensato di poter o volere prendere.

Il windsurf è uno sport difficile da allenare; come ti prepari quando non sei in acqua?

Il windsurf, come altri sport, è una disciplina molto traumatica, è quindi fondamentale seguire una preparazione atletica anche fuori dall’acqua.
Ho un personal trainer che mi segue tutto l’anno con allenamenti specifici. Il motivo principale per cui bisogna allenarsi è per prevenire gli infortuni; è molto facile farsi male e cerco di fare il possibile per arrivare sempre in forma ad ogni uscita in mare.

Sei giovanissimo, e fin da subito hai dovuto viaggiare molto, prima in Italia e poi nel mondo, alla ricerca dei luoghi migliori in cui allenarti e gareggiare. In che modo l’essere un “vagabondo” influisce sulla tua crescita umana e sportiva?

A sedici anni mi sono trasferito in Sardegna per poter fare windsurf tutto l’anno; là ho completato gli ultimi due anni di liceo e mi sono dedicato con anima e corpo a questo sport.

Ho imparato molto ma non solo in acqua. È stata una grande esperienza di vita, ho imparato a essere autonomo e indipendente fin da piccolo.

Finito il liceo ho iniziato a viaggiare verso mete più lontane, anche al di fuori dell’Europa, sempre alla ricerca del vento migliore.

Quali sono gli appuntamenti principali della stagione 2017 e i tuoi obiettivi agonistici?

A breve inizierà la stagione agonistica 2017.
Seguirò il circuito Europeo e Mondiale, le tappe principali saranno in Austria, Germania, Olanda, Francia, Spagna, Italia e Croazia.
Spero di riuscire a classificarmi fra i primi 3-5 negli Europei ed di riuscire ad entrare nella top 10 nei mondiali.

Dato che siamo un webzine che si occupa soprattutto di musica e cultura a tutto tondo, vorremmo sapere se la musica è stata per te fonte ispirazione in un ambiente, quello del surf, molto rock. C’è qualche band/canzone in particolare che ascolti per darti la carica?

La musica è una grande fonte di motivazione, specialmente prima dell’inizio di una gara. È un ottimo modo per caricarsi e non farsi prendere troppo dallo stress “pre-gara”.
Amo i “Rolling Stones” e i “Doors”, spesso scelgo una delle loro canzoni prima di una gara.

a cura di Federica Varbella

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