Il 24 novembre è uscito RegardezMoi, il primo album di Frah Quintale.

Già noto nel mondo dell’hip hop come membro dei Fratelli Quintale, questa volta si lancia nel suo primo progetto da solista ed il risultato è un album di cui necessitavamo.

RegardezMoi vuol dire guardatemi; Frah Quintale in queste 10 tracce si racconta, canta del suo ultimo anno tra Brescia e Milano e di tutto ciò che gli è accaduto in queste due città.
Il disco è stato preceduto da lungolinea,  playlist speciale creata dallo stesso artista, che anticipa il progetto RegardezMoi; interamente scritto dallo stesso e prodotto da Ceri.

La copertina del disco riassuma le immagini che canta l’artista bresciano:  treni, serate, drink, pizza,   anche culi, indiani con le rose, la mappa della metro di Milano.Insomma un poutpourri dell’anno trascorso.

Apre il disco “8 Miliardi di Persone” che si fa spazio tra tutte, è la romantica del disco, una dedica ritmata dal gusto malinconico “dove sei? Stavo cercando di vederti in mezzo a tutta questa folla…” racconta Frah Quintale che in questo disco fa trasparire il suo trascorso  non solo lavorativo, ma anche emotivo. Con grande abilità riesce a rendere tutti partecipi e consapevoli di quello che è stato, nel bene e nel male.

Segue “Branchie”, l’inno di un “disperato” che nonostante tutto si fa strada da solo. Con grande maestria   nel gioco di rime, Frah Quintale non usa se stesso come termine di paragone per chiunque lo ascolti; “che vita è? Dove finisce la libertà inizia il curriculum vitae”; i suoni elettronici accompagnano la traccia che tra l’altro vanta la collaborazione di Pietro Paletti.

Terza traccia è “Sì,ah”, indubbiamente il pezzo più accattivante dell’album, sia dal punto di vista prettamente musicale che da quello testuale. I riferimenti sessuali, non poi così velati, non cadono mai nel volgare, rimanendo allusioni divertenti e maliziose. “ E se finiamo nel letto è per caso, però non è che sei inciampata” dice Frah a quella che dovrebbe essere una sua vecchia fiamma, presumibilmente riaccesa. Si gioca anche sul tradimento, senza però far pesare l’argomento, quantomeno ostico ( si sa, i musicisti hanno il loro fascino).

La quarta traccia è “Hai Visto mai” in cui si torna ad avere un sound più morbido e il testo si divide tra critica sociale e il romanticismo un po’ inaspettato dell’artista. In realtà, ad un ascolto più attento, appare evidente che il testo è un mix di rimpianti e speranze infrante, cantate con le parole che tutti abbiamo pensato almeno una volta nella vita.

Ma è sicuramente “Floppino” la traccia più malinconica dell’intero album, perché parla di amori finiti, di tutto ciò che succede in quelli che i The Script avevano chiamato “ six degrees of separation”. È un testo per cui è difficile non emozionarsi, parlando di quella quotidianità vuota che segue la fine di una grande storia.

“Cratere” continua sugli stessi temi: l’assenza della propria metà, il guardarla vivere altrove, con gli stessi ritmi ma con altre persone. Parla dell’amara delusione che si prova nel vedere realizzati i propri progetti fatti in due, ma con altri.

“Accattone” ( riferimento pasoliniano?) è quasi una sconfitta all’amore, è la rinuncia, a tratti sociale, verso quello che sembra l’irraggiungibile “ ma tu sei così bella perché sapresti mettere d’accordo ogni religione, sei troppo bella per me che sono solo un accattone”.

Sicuramente l’anima del disco è “Nei Treni la Notte”. Indubbiamente è il testo a dare forza alla traccia che, accompagnata dalla base, entra in una sintonia perfetta con la storia. “Camminavamo nei treni la notte per scrivere il nostro nome ed aggiungere un po’ di colore” , è in questo modo che il cantante ci scraventa nel mondo notturno dei graffiti-writer, delle loro opere, della necessità del colore nel grigiume della società.

“Gli Occhi” , frutto della collaborazione con Anansi, attacca con la chitarra e un coro, lo stesso che fa da sfondo a quasi interamente tutto il disco, è un brano che racconta di un amore e di un fallimento; lo fa però mantenendo sempre un tono leggero aiutato dalla musica.

Infine il disco si chiude con “Avanti /indietro” tra tutte è la traccia più “dance” grazie al beat che caratterizza il brano, Frah Quintale e Ceri concludono perfettamente, sotto una voce “voglio essere libero”.

frah quintale 1

RegardezMoi “Guardatemi” è il graffito su un albergo mai finito e lasciato in stato di abbandono  di un street artist bresciano, Filippo Minelli, a cui Frah Quintale decide di dare voce.

È il simbolo del mondo in cui è cresciuto ed è stato educato ma, allo stesso tempo è immagine del decadimento e della necessità di parlare, di essere guardati.  Potremmo azzardarci a dire che il graffito è quasi gemello dell’album che, con toni dolci e polemici, caldi e arrabbiati, si mostra come l’altra faccia di una società troppo patinata.

È un album che merita di essere ascoltato, di entrare nelle playlist, perché è denso ma gentile, un piccolo capolavoro in grado di raccontarci una storia di vita quotidiana.

Tracklist:

  1. 8 Miliardi di Persone
  2. Branchie
  3. Si, Ah
  4. Hai Visto Mai
  5. Floppino
  6. Cratere
  7. Accattone
  8. Nei Treni la Notte
  9. Gli Occhi
  10. Avanti / Indietro feat Ceri

A cura di Mariarita Colicchio e Sara Palumbo

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