È arrivato: il film più atteso degli ultimi anni è giunto nelle sale e siamo qui per dirvi che ne pensiamo.

Infinity War” è il mega crossover che riunisce tutti i personaggi del Marvel Cinematic Universe, che conta diciotto pellicole e che con quest’ultima, la diciannovesima, si pone come un nuovo punto d’inizio di tale universo. La trama racconta del titano pazzo Thanos che ha intenzione di recuperare tutte le gemme dell’infinito al fine di dominare l’universo: a combatterlo faranno fronte comune gli Avengers, che sono divisi dopo gli eventi di “Captain America: Civil War”, i nuovi eroi come Doctor Strange e Black Panther, con i Guardiani della Galassia gli sgangherati (anti)-eroi spaziali.

Questo terzo capitolo degli Avengers è uno dei punti più alti che il cinema commerciale abbia raggiunto da anni in quanto presenta una maturità inaspettata nel modo in cui gli eventi vengono narrati. Questo è riconducibile all’entrata in scena di un’antagonista forte, scritto bene e con una forte presenza scenica: le motivazioni delle azioni di Thanos sono chiare e che di fondo mirano a solleticare nello spettatore un ragionamento politico, cosa inedita per un franchise come questo. È notevole anche come venga recuperato il discorso legato alla famiglia, proprio dei due capitoli sui “Guardiani della Galassia” e che qui trova seguito sia per quanto riguarda il rapporto con Gamora, la sua figlia prediletta che lo ha abbandonato, ma anche con quello con Nebula, la figlia che ha ripudiato (e mutilato). Ma oltre a questo villain d’eccezione, anche lo sviluppo delle storie dei protagonisti non sono da meno: Tony Stark che si trova ad affrontare i suoi incubi, Captain America che deve decidere se combattere o rimanere nell’ombra, Thor in cerca di riscatto, anche per quanto riguarda la sua storyline che era caduta veramente in basso con il pecoreccio “Thor: Ragnarok”.

Nonostante venga solleticato il palato degli spettatori più esigenti, il film non rinuncia alla sua anima commerciale, in primis orchestrando un intreccio molto interessante che porta ad unire mondi fino ad ora divisi, a divertirsi nel vedere eroi già conosciuti incontrarsi per la prima volta. Inoltre qui l’apparato tecnico è formidabile: da una regia pulita che mostra dei combattimenti puliti, fruibili allo spettatore, aiutata sicuramente da un montaggio che sa reggere il ritmo senza essere frenetico, a degli effetti speciali spettacolari, che valgono la visione al cinema, ad una fotografia che riesce sempre ad essere adeguata alla situazione.

In conclusione ci troviamo di fronte ad un film commerciale sì, ma che si rifà ad una tradizione di film che riescono ad unire intrattenimento e maturità narrativa, realizzando un film stratificato che sia fruibile da tutti, stavolta anche per i cinefili più esigenti.

A cura di Fabio Facciano

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