Al Teatro Franco Parenti, in scena fino al 24 gennaio, la regia di Paolo Trotti riprende uno dei capisaldi dei romanzi di Scerbanenco, un noir d’indagine poliziesca che, nella cornice del ’68, mira a risolvere un brutale omicidio che vede coinvolta una giovane insegnante.

Cos’è:

Tratto dall’omonimo romanzo giallo di Scerbanenco (1968), la cui trama viene ripresa fedelmente, I ragazzi del massacro di Paolo Trotti mette in scena la vicenda dell’omicidio di una giovane insegnante, Matilde, avvenuta in un’aula di una scuola serale di ragazzi con problemi sociali e famigliari. Le indagini vengono affidate a Duca Lamberti (Stefano Annoni), ex-medico radiato, che, con l’aiuto dell’amica-collega Livia (Federica Gelosa) e dell’agente Mascaranti (Diego Paul Galtieri) inizia a interrogare i ragazzi per ricostruire l’accaduto. Ma dietro al massacro della vittima, denudata, colpita con violenza e abusata, c’è molto più di quel che sembra.

Com’è:

L’atmosfera è cupa, da perfetto noir, e la tensione psicologica è resa manifesta dalle nevrosi e dai sensi di colpa, preludio di comportamenti dettati da paura, impotenza e rabbia, sentimenti ben radicati nel passato di ogni personaggio. A ricordare il contesto, quello del Sessantotto, sono le musiche, spesso suonate live dal bravissimo Diego Paul Galtieri, che incorniciano un ambiente dove pregiudizi e punti di vista univoci vengono messi da parte, in cui desiderio di verità e libertà si riflettono nella lotta etica, quasi ossessiva, del Duca.

Le luci, flebili, unite a un utilizzo scenico che riesce a rendere l’idea di più spazi, diversi e contemporanei, sullo stesso palco, contribuiscono a rendere la sensazione di mistero che permea dialoghi e attese. Sullo sfondo, in una scenografia semplice ma efficace, svetta il séparé dove cambia d’abiti Gelosa – virtuosa nell’interpretare diversi ruoli, – il quale, tinto di rosso offuscato, comunica una sensazione di nebbia, come se gli spettatori spiassero dentro la vicenda. La stessa che vive il Duca mentre cerca di farsi strada tra gli indizi.

Alla regia, Paolo Trotti rispetta i canoni del genere con eleganza, non disdegnano un’alternanza tra momenti malinconici, dotati di una certa profondità riflessiva che indaga i conflitti interiori in seno ai personaggi, ad altri in cui è la tensione a fare da padrona, ben coadiuvata da un utilizzo quasi sonoro degli oggetti di scena.

Perché vederlo:

Lo spettacolo rispecchia perfettamente il periodo del ’68, anni di movimenti sociali e civili in cui si iniziava a discutere di macro-tematiche prima apparentemente intoccabili da un punto di vista morale. Allo stesso modo, i protagonisti trovano la forza e il coraggio di mettere in dubbio le proprie convinzioni, ed è proprio questa loro capacità a portarli a compiere delle scelte che poi risulteranno decisive per la risoluzione del caso.

Il parallelismo è ancor più valorizzato dall’eclettismo e dalla bravura dei tre attori, chiamati a un’impegnativa girandola di interpretazioni, i quali riescono a conferire ritmo e credibilità a una vicenda che, considerata la relativa semplicità della fabula, rischiava di perdere facilmente i connotati del thriller.

Note a margine:

La mia accompagnatrice, al terzo calice di vino prima di sedersi in platea, mi ha rivelato che non avrebbe disdegnato scene di nudo più integrali da parte dell’Annoni, mentre io, relegato sul fondo della sala, ancora trasogno quei bicchierini di limoncello offerti dagli attori al pubblico in prima fila. Ironia a parte, continuo a sostenere che una maggior interazione attori-pubblico, laddove perfettamente integrata all’interno del contesto di scena tradizionale, possa rappresentare quel plus di coinvolgimento dell’audience ancora poco sfruttato dai più.

I ragazzi del Massacro.
Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14, Milano
Prossime proiezioni: sabato 20 gennaio h 21:00; domenica 21 gennaio h 15:45; martedì 23 gennaio h 20:30; mercoledì 24 gennaio h 21:00
Regia di: Paolo Trotti
Cast: Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri, Federica Gelosa
Assistente alla regia: Veronica Scarioni
Scene e costumi: Francesca Biffi
Assistente scenografa: Paola Tognella

 A cura di Federico Lucchesi

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