RAFFAELLA SILBERNAGL: INTERVISTA ALLA GALLERISTA

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A cura di Alessia Chiarenza e Martina Charis

Nel precedente articolo abbiamo riportato  la piacevole conversazione avvenuta con l’artista spagnolo Kraser, le cui opere sono in mostra fino al  7 Novembre presso la galleria Silbernagl Undergallery Navigli Street.  Non c’è artista però senza il suo mecenate e a vestire  questi panni è Raffaela Silbernagl, gallerista, che insieme a Mario Manduzio, curatore  dell’esposizione su Kraser, ci ha svelato la realtà sul  mercato dell’arte.

 Come è nata la collaborazione con Kraser?

Sono venuta a conoscenza di Kraser grazie ad uno street artist della mia zona, quella varesina, Andrea Mattoni. Successivamente, due anni dopo, mi sono innamorata di un quadro di Kraser esposto in una mostra di una mia concorrente. Kraser è in linea con i gusti e il concetto di arte che mi accomunano con Mario. Concepiamo un’arte che sia un costante dialogo con l’artista, perché l’arte non è necessariamente rivolta al passato ma si rivolge anche al  QUI e all’ ORA, senza dimenticare però un concetto fondamentale: quello della bella forma.

A proposito del concetto di arte, vi è una filosofia nella scelta degli artisti da presentare nella vostra galleria? Il gallerista ha un filo rosso da seguire che accomuna ogni artista, ogni esposizione oppure varia a seconda dell’offerta e della domanda?

Sono figlia di antiquari, laureata in critica dell’arte con specializzazione nell’arte dell’Ottocento con una passione per le espressioni artistiche ci mi circondano, non dimentico però la mia formazione che mi permette di vagliare l’arte contemporanea attraverso la lente del bello. Arte fin dalle sue origini è tekne, un lavoro manuale e artigianale. Basti pensare al Medioevo ove l’artista era concepito come un artigiano. L’artista, anche quello contemporaneo, deve costantemente confrontarsi con il materiale, le cui imperfezioni da ostacoli diventano fondamenti della creatività. Pensa a Michelangelo, se non avesse avuto un marmo già lavorato, troppo grande, poco uniforme non avrebbe creato il David.  L’opera deve avere una dimensione fattiva e non solo progettuale. Si deve riconoscere in un’opera l’eccezionalità della realizzazione. Il mercato di oggi osanna troppo l’arte progettuale – perché l’etichetta concettuale è troppo equivoca anche nel figurativo vi è il concetto- ma più parole si sprecano su un’opera più questa è carente. L’arte è immediatezza, è resa equilibrata del figurativo e Kraser ha tutti questi requisiti.

Street art e galleria, due realtà così diverse?

Niente affatto, la street art è ciò che ci circonda,è un dono senza fini ne’ lucro dell’artista alla comunità. Ciò che mi affascina di più è la resa, insomma gli street artists sanno disegnare, hanno un’attenzione costante per il dettaglio; ove più si va oltre ai limiti del legale, più la resa è migliore. Inoltre questo genere artistico risponde all’idea di museo diffuso. Tutti possono vedere le opere senza pagare un biglietto, senza entrare in un museo o in una galleria che per anni sono stati luoghi elitari che respingevano il comune osservatore. Street art in galleria è riaprire le porte al passante, coinvolgendolo  e Kraser ha questa capacità di attirare e incantare.

 

Se siete curiosi di vedere con i vostri occhi l’esposizione Kraser, sogni avvolti in seta purpurea correte alla

Silbernagl Undergallery Navigli street, Alzaia del Naviglio Grande, 4, Milano

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