Considerato da molti critici il film simbolo della Nuova Hollywood, ha vinto il premio per la miglior opera prima al 22º Festival di Cannes e ha guadagnato due nomination all’Oscar come miglior sceneggiatura e miglior attore non protagonista per Jack Nicholson. Nel 1998 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. L’American Film Institute l’ha inserito all’ottantottesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito all’ottantaquattresimo posto.

Il film racconta la storia, ambientata nel contesto culturale tipico del ’68, di due giovani ribelli, che vogliono liberarsi dai vincoli arcaici dei loro padri. Billy (interpretato da Dennis Hopper, qui al suo esordio da regista) e Wyatt (Peter Fonda) decidono di intraprendere un viaggio in moto. Vogliono raggiungere New Orleans prima che cominci il carnevale. La tematica del viaggio ha permesso al regista di presentare il percorso dei protagonisti come una sorta di odissea woodstockiana. Sullo sfondo a fare da padrone è un terzo protagonista, il paesaggio americano nelle sue diverse e splendide forme. A questo scenario si aggiunge la tipica intolleranza di alcuni abitanti.

Ecco a voi 8 curiosità, che forse non conoscete, su questo cult indiscusso:

  • Easy Rider viene considerato il primo blockbuster movie in assoluto, anche se non è stato pensato per esserlo. Questo perché con un investimento che oscillava tra i 360.000 $ ed i 400.000 $, ha ottenuto un box office di ben 60.000.000 $. Forse perché è anche stato il primo film in cui i protagonisti fumano tranquillamente marijuana senza poi commettere atti criminali. Gli attori fumano realmente sul set, e nella scena in cui Jack Nicholson dice: «con tutti gli strati sociali e ride, la risata è dovuta al fatto che era sotto l’effetto della marijuana» (nella versione originale la frase risulta quasi uno scioglilingua);

  • Con il successo ottenuto per l’interpretazione nel film, Jack Nicholson decise di proseguire la carriera di attore, che in quel periodo voleva abbandonare per fare il regista;

  • Il film non si avvaleva di un vero e proprio copione: gran parte dei dialoghi sono improvvisati durante le riprese;

  • Come rivelerà Ettore Scola in un’intervista: Dennis Hopper gli ha confessato che per il soggetto di Easy Rider si ispirò al “Sorpasso” di Dino Risi, conosciuto negli U.S.A. con il titolo “The Easy Life”;

  • Guardando con attenzione, potremo notare come per scelta estetica alcune sequenze sono girate in 16 mm e poi ingrandite e sgranate di proposito;

  • Nella sequenza del film ambientata nel cimitero, per rendere visivamente l’effetto del viaggio lisergico, Hopper prende in prestito lo stile di montaggio dell’amico Bruce Conner, regista sperimentale del panorama del found footage, anch’egli nativo del Kansas;

  • Nella scena in cui escono dalla prigione, Jack Nicholson nella versione italiana cita “Il vecchio Hemingway“; nell’originale lo scrittore citato è invece H. Lawrence. Hopper ha dichiarato che lo stesso giorno in cui girarono la scena avevano visitato il sepolcro di Lawrence a Tao;

  • Nel 2012 uscì Easy Rider: The Ride Back, nonché prequel del film girato nel 1969. Virgil, un eroe di guerra, ha una vita tranquilla. Vive però in balia dei suoi sensi di colpa che gli causano incubi ricorrenti. Un po’ vittima della PTSD, tema caro al pubblico americano e che di solito fa una certa presa. PTSD alto non è che il disturbo da stress post-traumatico tipico dei veterani di guerra. Virgil dovrà proteggere la sua famiglia.

 

A cura di Antonio Annese

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