Dopo l’uscita del video del suo singolo, Dildo, ho deciso di fare quattro chiacchiere con Fioramante,  uno dei fiori all’occhiello della scuderia di GrifoDischi! 

Tra le cose che ci siamo raccontati c’è anche un segreto, oltre a musica, sogni e aspirazioni!

Parlami del tuo progetto, descrivimelo con 3 aggettivi e motiva

Curioso: Perché basato su un meccanismo creativo alimentato dalla curiosità di esplorare ed esplorarsi e di conseguenza è un lavoro curioso da esplorare anch’esso. Filobizzarro: Perché a livello testuale è una strana ricetta che racchiude molta filosofia nascosta da in situazioni, visioni, ambientazioni e riflessioni apparentemente semplici seppur bizzarre. Originale: Perchè a livello musicale mischia generi e movimenti artistico musicali mai miscelati prima d’ora, come il Synth Pop e New wave dei pimi anni 80 al funk rock alternative dei 90 e indie inglese. La pietanza è impiattata dal cantautorato italiano che mi appartiene.

Tu sei in Grifodischi, giovane etichetta indipendente, ci parli della tua esperienza?

E’ il primo lavoro che realizzo con un etichetta, Enea Fiorucci (Grifo Dischi) è stato coraggioso a prendermi sotto la sua ala e io sono felicissimo e onorato di lavorare con lui ogni giorno. Siamo diventati presto cari amici ed è bello finalmente vedere sostenuta la propria musica da qualcuno che ci crede e si occupa di tutto quello di cui io non potrei mai occuparmi.

Raccontaci del tuo album, come è nata l’ispirazione?

Racconta un periodo di transizione, di novità e quindi vede sovrapposti il tema della perdizione sociale e sentimentale che vivevo a quello di un amore nuovo, di un lavoro nuovo e di una abitazione nuova. L’ispirazione deriva tutta da lì, non posso far altro che raccontare la verità perchè credo che sia il primo passo per ricercare la bellezza in ogni caso, la verità.

Quali sono le tue references e da che background musicale arrivi?

Ho suonato e scritto canzoni da quando ero davvero piccolo piccolo (le prime erano orrende) da un tempo così remoto che non ne ho memoria, e da lì è stata una vera odissea di esperienze. Ho avuto un po’ di gruppi in cui svolgevo ruoli diversi in ognuno, ciò mi ha dato modo di imparare a suonare la batteria, il basso, la chitarra e infine il piano e le tastiere. Mi sono davvero divertito nella mia vita a suonare di tutto e ora è stupendo e appagante mettere insieme le varie versioni di me in un unico progetto e seguirlo a 360 gradi. Spero lo sia anche per l’ascoltatore.

Nella scena musicale odierna c’è qualcuno che reputi affine a te?

Cavoli non saprei, i miei preferiti sono davvero diversi da me, ho paura anche a dirlo ma rivedo una somiglianza nella ricerca della bellezza ne I Cani, Niccolò Contessa è il mio preferito devo dire ma mi piace un sacco anche Cosmo, Calcutta, Colapesce, Willie Peyote, i Management, Motta, Franco 126, Ghemon, Frah Quintale, Coez, Giorgio Poi, Lucio Corsi e non so chi altro ancora.

Con chi collaboreresti o ti faresti produrre?

I Cani, in primis appunto… e in secondis, concedetemi il termine, con davvero chiunque, da Biagio Antonacci ad Achille Lauro.

Fatti una domanda a cui vorresti rispondere, svelaci un tuo segreto.

Vi svelo un segreto epico. Sono un viaggiatore del tempo e vengo dal futuro. Arrivo dall’anno 2345 d.C. E vi dico di non preoccuparvi che la terra si salverà, la bellezza vincerà e diventeremo ecosostenibili, rispettosi e intelligenti. So che non ci crederete mai per questo ve l’ho detto!

A cura di Mariarita Colicchio

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