PROGETTO CASCINET: NUOVI EVENTI NELLE CASCINE MILANESI

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A cura di Silvia Lazzaris

Un paio di sabati fa ci si decise per un evento, scovato su internet, che sembrava carino: Jazz festival a Cascina Sant’Ambrogio.
Non avevo mai frequentato cascine milanesi, ma conoscevo la zona dell’Ortica per l’omonima Balera e la sua divertente bocciofila. Proprio in questa zona si trova Cascina Sant’Ambrogio, in via Cavriana 38.
E’ così che tra banchetti di capi vintage e artigianato, panini con salamella e cous cous vegetariano, vino a volontà e sottofondo jazz, il mio sabato sera è stato speso più che dignitosamente alla faccia dei miei crucci di fronte alla varietà dell’offerta milanese.

Abbiamo avuto modo di conoscere, durante quella serata, Roger Ranko, direttore creativo della ristrutturazione della cascina. Si è avvicinato per chiedere se eravamo interessati a iscriverci alla newsletter degli eventi in programma nella cascina. Noi, certamente, lo eravamo. E approfittiamo della sua disponibilità per avere qualche informazione in più sul progetto “CasciNet”.

Ecco qui una breve, ma interessate intervista:

Quando e come nasce il progetto di ristrutturazione della cascina?

Il progetto nasce dall’incontro di un gruppo di trentenni spinti dalla voglia, e necessità, di riqualificare e restituire a nuova vita un luogo milanese ad alto valore storico, ambientale, culturale e potenzialmente sociale. Da qui nasce CasciNet: luogo d’incontro tra gli attori sociali del territorio che si propone di avviare attività ad alto valore formativo e sociale, attraverso una peculiare attenzione a sostenibilità economica, ambientale e nel totale rispetto e nella tutela del valore inestimabile della struttura cascinale.

Mi è stato detto della possibilità di coltivare gli orti e utilizzare alcune stanze come spazio di co-working. Di cosa si tratta? Come è possibile partecipare?

Abbiamo lanciato un progetto di nome “Terra Chiama Milano” dove i soci possono ricevere un bancale di terreno all’interno del community garden: è una piccola comunità che cresce attorno ai valori legati alla convivialità, ambiente e socialità. La città ha reale necessità di spazi coltivabili ed accessibili. Il progetto del Coworking prevede due stanze al primo piano della cascina con 12 postazioni tavolo. La forza di uno spazio di coworking in Cascina Sant’Ambrogio , è quella di poter lavorare in uno spazio assolutamente unico, dove qualsiasi professionista possa contaminare le proprie energie con le tante persone che frequentano CasciNet . Inoltre la cascina, offre una realtà rurale al di là di una porta metropolitana. Per avere informazioni su come occupare le postazioni disponi di coworking in cascina, basta andare sul sito www.cascinet.it e prendere contatti con giovanni.franchina@gmail.com

Avete altri eventi in programma nei prossimi mesi?  

Il calendario eventi si sta formando in questi giorni. L’intento è quello di ospitare serate musicali che partiranno da marzo 2015 fino a fine settembre 2015, tutti i venerdì e i sabato sera, escluso il mese di agosto per ora. Sempre per lo stesso periodo stiamo creando una serie di esposizioni artistiche, dove artisti e designers, che sappiano emozionare con qualsiasi forma e tecnica, vogliano presentare le loro opere all’interno dei nostri due fienili. Per certo avremo come ospite, tutti gli ultimi sabati del mese, Sergio Salemi che presenterà le illustrazioni di 60 disegnatori che, di volta in volta, creeranno opere su temi ideati dallo stesso Sergio Salemi. Un pensiero lo si sta facendo anche per il Fuori Salone durante la seconda settimana di aprile 2015 e per ultimo, e non meno importante, la necessità di ospitare una serie di eventi per Expo.

La zona non è ancora ben servita da mezzi. Si vocifera, però, che si avrà presto una fermata metropolitana vicina. E’ corretto?

La cascina ed i campi ad essa adiacenti si trovano nel quartiere Cavriano, tra Ortica-Forlanini, a pochi minuti a piedi dalla linea 73 dell’autobus che connette l’aeroporto di Linate con il centro di Milano e la linea 38 che da Piazzale Susa arriva in Via Corelli; a breve ci sarà la nuova fermata del passante ferroviario di viale Forlanini  ed in futuro la fermata della nuova linea metropolitana blu.

E’ possibile contribuire con lavoro volontario al rinnovamento della cascina o all’organizzazione degli eventi?

Il contributo volontario è il cuore dell’Associazione, l’energia motrice. Attraverso le azioni volontarie dei soci abbiamo la preziosa possibilità di organizzare eventi ed attività che riqualificano la cascina da un punto di vista architettonico, sociale ed agricolo. Per cui incentiviamo questa energia ed invitiamo tutte le persone interessate a contribuire attivamente rivolgendosi all’Associazione; l’energia gratuita delle persone dona al luogo vita.IPC1

Sembra un modo di intrattenersi molto sano ed edificante, un po’ per tutte le età. Ma togliamoci il dubbio e lasciamolo dire a lei. Nota una fascia d’età precisa tra i frequentatori della cascina, oppure l’affluenza è varia?

Il gruppo e l’Associazione sono nati da ragazze e ragazzi trentenni con un’incredibile varietà di propensioni, esperienze e formazioni scolastiche; sicuramente moltissimi frequentatori sono legati a questa fascia di età, in particolare durante gli eventi serali, ma uno dei pregi di questa Associazione è la capacità di raccogliere eterogenei frequentatori che vanno dagli adolescenti agli adulti. L’Associazione è in grado di garantire l’accessibilità alla cascina in tutte le ore e in tutti giorni della settimana.

Prima di salutarla, una domanda su di lei. 
Si definisce un “artista indifferenziato”. Un sagace gioco di parole. Colgo un significato che approvo profondamente, ma vorrei sentire da lei i motivi per cui ha deciso di definirsi tale.

Vivo l’arte come tramite emozionale, dando spazio a diverse tecniche. Chi ha le competenze di poter raccontare qualcosa, penso possa farlo nel modo a lui più congeniale. Grazie a questa mia idea, vengo spesso etichettato come artista eclettico, ma visto che nella mia formazione ho dato sempre grande spazio all’anticonformismo, l’etichetta me la sono messa da me. Ma il definirmi un Artista Indifferenziato, nasce soprattutto dal fatto di essere sempre stato fortemente attratto dagli scarti della società e/o industria. Ho passato anni a raccogliere qualsiasi tipo di spazzatura, raffinando anno dopo anno il tipo di rifiuto raccolto. Oggi sono diventato molto selettivo, se non altro per le esigenze dettate dalle opere che vogliono raccontarsi, ma il valore più grosso è dettato dal fatto che oggi è il rifiuto selezionabile a trovare me. Come per magia, trovo sempre qualsiasi rifiuto io abbia bisogno per creare l’opera sulla quale già è nato un progetto. L’obiettivo di tanta “indifferenzia-azione”, nasce dall’esigenza di voler raccontare come sia possibile salvare la terra con semplici gesti d’amore.

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