PREMIO SINBAD: AL VIA UN NUOVO PREMIO LETTERARIO SOLO PER GLI INDIPENDENTI

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A cura di Camilla Pelizzoli

Superato il periodo autunnale punteggiato dalla triade Nobel-Booker-Planeta, per quanto riguarda i premi letterari possiamo considerare chiuso l’anno: conosciamo tutti gli autori e i titoli che dovremmo aver letto per essere letterati al passo coi tempi.

Qui in Italia, come chi legge Vox saprà bene, il premio principe della narrativa è lo Strega. Per quanto altri premi esistano nel Belpaese, è lo Strega che muove le copie e consente fascette di un certo peso in libreria; dunque un riconoscimento letterario, senz’altro, ma anche un necessario pungolo per attirare chi, in libreria, so guarda attorno un po’ distrattamente.

Ultimamente, però, nuvole piuttosto scure si agitano sopra la Fondazione Bellonci: molti piccoli e medi editori denunciano da anni una sorta di sudditanza – psicologica o peggio, a seconda di chi formula le proprie rimostranze – nei confronti dei grandi gruppi editoriali, che hanno sempre vinto il premio negli ultimi 15 anni. Vero è che il premio non ha mai mostrato grande varietà in questo senso, fa fede il palmares delle case editrici (un dato su tutti: sono solo 11, su 68 anni di attività del premio, ad aver ricevuto il riconoscimento). Tuttavia, è anche vero che solo negli ultimi decenni è cominciato il processo di concentrazione che ha portato queste case editrici a riunirsi sotto un numero sempre mimore di marchi, e che tanto preoccupa le altre realtà del settore.

Quest’anno, dopo la vittoria di un altro libro Einaudi  (gruppo Mondadori), La ferocia di Nicola Lagioia, alcune di queste realtà hanno deciso di dire basta, e hanno creato da zero un nuovo premio letterario aperto soltanto alle realtà indipendenti. Nasce così il premio Sinbad, dall’animo evidentemente corsaro, promosso da svariati editori indipendenti (insieme all’APE–Associazione Pugliese Editori, a ODEI–Osservatorio Degli Editori Indipendenti, alla Regione Puglia, il Comune di Bari e la Città di Bari), e si propone di premiare il miglior titolo italiano e il miglior titolo straniero tradotto nell’anno in corso. La partecipazione è stata molto alta per entrambe le categorie e le shortlist, selezionata da una giuria di biblioteche, librerie, blog letterari e circoli di lettori, è uscita da pochi giorni. Ora tocca agli scrittori e critici letterari, cinque per la narrativa italiana e cinque per la straniera, che dovranno trarre le proprie conclusioni e scegliere a chi assegnare il premio. Novità particolarmente interessante: tutti i giurati dovranno esprimere, durante la premiazione (20 e 21 novembre), le loro motivazioni: un modo per rendere palesi e trasparenti anche ai lettori i ragionamenti che stanno dietro all’assegnazione.

Non sappiamo se questo premio è destinato ad avere successo, o seguito; ma è una realtà nuova, con un progetto, interessante. Una di quelle cose che piace a noi di Vox. Quindi rimanete sintonizzati, perché a breve su queste coordinate si parlerà ancora del premio e, soprattutto, dei vincitori.

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