PINO DANIELE: MUORE LA DELICATA VOCE DI NAPOLI

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A cura di Antonella Tolentino

“Un giorno di sole col diluvio universale”: è il clima che si respira oggi, a Milano e non solo, per tutti quei fan di Pino Daniele che si sono svegliati con la notizia della sua morte.

Il cantautore italiano dalla voce inconfondibile è infatti scomparso questa notte, stroncato da un infarto nella sua villa in Toscana. Il primo ad annunciarlo è stato Eros Ramazzotti dal suo profilo Instagram: “Anche Pino ci ha lasciato”, ma tutto il mondo della musica piange la perdita inaspettata di un maestro della canzone italiana e, in particolare, napoletana.

Nato a Napoli nel 1955 Pino ha raccontato, forse meglio di chiunque altro, la sua città, contaminando la musica popolare napoletana con il jazz, il rock e soprattutto il blues dei neri americani. L’approdo sulla scena internazionale, con tutto il successo che ne segue, è perciò insito nella straordinaria miscela musicale che egli, cantautore raffinato e in costante ricerca, riesce a creare, soprattutto a partire dal 1980, quando esce l’album Nero a metà, grande successo che, tra gli altri brani, contiene A me me piace o’ blues.

Pino reinventa la tradizione a partire dal suo album d’esordio Terra mia (1977), che si apre con la canzone Napul’è, manifesto di una generazione le cui speranze troppo spesso vengono tradite, di una città che è “mille culure,[…] mille paure, […] a voce de’ creature che saglie chianu chianu E tu sai ca nun si sule”.

L’anima colta di Pino conviverà fino alla fine con quella popolare e, sebbene nell’ultimo decennio egli abbia vissuto per lo più di rendita, nessuno lo dimenticherà, soprattutto a Napoli, dove il sindaco Luigi de Magistris ha già annunciato il lutto cittadino e una serie di iniziative per commemorarlo.

Del resto la voce acuta di Pino e le note della sua chitarra, ora classica ora acustica, continueranno ad accompagnarci per molto tempo, magari davanti a “’na tazzulella ‘e cafè ”: “quanno chiove” oppure, meglio,  durante “na jurnata ‘e sole”.

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