Patti Smith si mette a nudo. Higher Learning @Parma

231

Se pensate a Patti Smith, non sarete in grado di cristallizzarla in una sola forma artistica.
Poetessa, cantautrice, scrittrice, pittrice, e ora anche fotografa: Patti Smith incarna alla perfezione il ruolo di artista eclettico, che non sta mai fermo, che piega la definizione di arte in base alle sue esigenze.

Il 3 maggio la città di Parma ha premiato l’artista statunitense conferendole una Laurea honoris causa in ‘Lettere moderne’, e lei ha ricambiato l’onore scegliendola come città ove esibire il nuovo progetto fotografico, che porta il nome di Higher learning.

L’esibizione fotografica è visibile fino al 16 luglio al Palazzo del Governatore, ed è concomitante al suo tour italiano, in occasione del quale toccherà 5 città italiane, a partire da Parma.

Durante il conferimento della laurea, un professore dell’Università di Parma ha detto:

“La scrittura letteraria di Patti Smith è inestricabile dai suoi altri investimenti creativi, […] un progetto inter-artistico.”
Questo significa che anche se tradite dalla sagoma di fotografie, le opere esposte al Palazzo del Governatore sono sempre poesia, perché tutto quello che fa Patti è poesia.

Higher Learning, che tradotto sta per ‘alti insegnamenti’, fa riferimento al soggetto delle sue fotografie: oggetti che riverberano i grandi artisti che hanno ispirano Patti nel corso della sua carriera, come possono essere la tomba di Pier Paolo Pasolini, il letto di D’Annunzio, o il revolver utilizzato da Verlaine per sparare a Rimbaud. Sono 120 gli scatti raccolti a Parma, e sono tutte Polaroid in bianco e nero scattate nei suoi viaggi su e giù per il mondo mentre era in tour.

La macchina fotografica utilizzata per questi scatti è la Polaroid Land 250 che apparteneva a Robert Mapplethorpe, celebre fotografo e grande amico di Patti.

Patti sottolinea come scattare con la Polaroid la renda ‘frugale’, misurata, una sensazione di cui dice di aver bisogno, per attenuare la sregolatezza della sua anima, affermando che ogni scatto, essendo unico e non ammettendo errori, rappresenta un mondo a sé. 

Gli istanti immortalati nelle fotografie non sono sempre a fuoco, ma proprio per questo riescono a raggiungere e a sublimare la vera essenza poetica di quegli autori tanto cari alla fotografa.
Sono i ritratti di autori travagliati da esistenze mai semplici, sono autori dalla comprensione mai immediata, e sui quali aleggia ancora tanto mistero: la messa a fuoco volutamente errata e il decentramento delle fotografie rendono ancora più nitido il dramma di questi artisti ‘maledetti’.

Patti è riuscita a creare un intimo dialogo di appartenenza con gli oggetti fotografati, nel suo pellegrinaggio nei luoghi che hanno forgiato la sua anima, perché osservando quelle immagini riusciamo a vedere oltre il semplice fenomenico oggetto, scorgiamo la sua essenza, in quanto un frammento della persona alla quale apparteneva. 

I muri del Palazzo del Governatore trasudano anch’essi poesia, sono ‘imbrattati’ da corte citazioni di poeti e musicisti, tra le quali spicca la famosa sinestesia di Rimbaud: ‘Ho abbracciato l’alba d’estate’. Patti si rivela amare le sinestesie, ‘poetando’ attraverso le fotografie.

Bisogna ammettere che il concetto dietro al progetto di Patti Smith non è tanto distante da quello che aveva proposto nel 2011 la celebre fotografa Annie Leibovitz, ‘Pilgrimage’, all’interno del quale aveva racchiuso gli scatti del suo viaggio spirituale alla ricerca di se stessa, tramite i luoghi e gli oggetti delle persone che più di tutte le hanno lasciato qualcosa.

È lo scopo ad essere differente: Patti Smith, esponendo queste fotografie, intende spogliarsi, purificarsi dalle forme esterne e mostrarci tutto quello che tiene dentro, pura energia e pura armonia.

“Artist wears his work in place of wounds”

A cura di Francesca Faccani

Commenti su Facebook
SHARE