PATRICK ANGUS @ LOOM GALLERY, MILANO

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A cura di Francesca Bonfanti

Molti degli incontri e degli incroci che muovono e smuovono i nostri interessi e le nostre passioni sono casuali e inaspettati; non sappiamo bene perché una persona oppure un’artista, una composizione o un libro ci conquisti tanto, eppure lo fa. Capita allora che percorsi mai battuti si trasformino, grazie a questa determinazione che ha della vocazione, in sentieri curati e precisi con i quali mostrare a tutti quello che tanto ci ha appassionato. È un po’ ciò che è accaduto a Fabio Cherstich con i quadri e la figura di Patrick Angus, giovane pittore americano morto nel 1992 a soli 39 anni, che dopo anni di oblio sta raccogliendo attorno a sé la prima vera ondata di interesse e consenso. Anche il mio incontro con Fabio è quasi casuale, ma sin dal primo scambio di battute su “Patrick” (così si passa subito a chiamarlo familiarmente), il suo entusiasmo per la storia di questo artista e per la nascita di First Sight, la prima mostra personale in Italia su Angus, è travolgente.

First Sight, che oltre a Cherstich vede impegnata dal 2014 anche Anna Siccardi, sarà visibile presso la Loom Gallery di Milano fino al 28 giugno. La sua nascita e organizzazione si può dire che sia stata per il suo curatore un vero e proprio viaggio di formazione, che lo ha visto salire su un aereo per l’Arkansas e andare là, sul campo, dove Angus mosse i suoi primi passi e dipinse le sue prime tele. Una ricostruzione della sua vita che ha del filologico e che passa attraverso l’incontro con alcune delle figure fondamentali nella vita del pittore: prima la madre, Betty e in seguito a New York il collezionista e mentore di Angus, Douglas B. Turnbaugh.

I primi ritratti delle grandi tele a olio, presentano la stessa potenza vibrante, nei corpi dei boys e nei loro colori, che troveremo nel periodo newyorkese dominato dal tema omoerotico. Un file rouge che unisce tutta la produzione sta nell’occhio di riguardo alla condizione di solitudine e alienazione che il pittore percepisce nell’esperienza di ognuno di noi; ecco allora che in una vena surreale si uniscono humor e grottesco, leggerezza decorativa e riflessione profonda.

 

Per altre informazioni: http://www.loomgallery.com/exhibitions/first-sight/

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