Patologie da serie TV: 22.11.63

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Questa settimana affrontiamo una tragedia che sconvolse l’opinione pubblica e che portò con sé altrettante conseguenze: il 22 Novembre 1963, il 35° presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, venne ucciso da tre colpi di fucile sparati dal sesto piano di un palazzo, mentre era nella sua limousine.
22.11.63 è una miniserie televisiva statunitense del 2016 basata sul romanzo di Stephen King 22/11/’63. Vedremo un insegnante inglese del Maine che viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio del Presidente John Fitzgerald Kennedy.

Ma ecco a voi alcuni punti che ci tormentano:

#1 Dal grande al piccolo schermo-Da Carrie-Lo sguardo di Satana al kubrickiano Shining passando per Stand by Me, Il Miglio Verde o Misery non deve morire, anche 22.11.63 doveva approdare sul grande schermo per la regia di Jonathan Demme. Il regista dei grandi classici come Philadelphia o Il Silenzio degli Innocenti e del recente Dove Eravamo Rimasti, era interessato a portare al cinema a storia di Jake Epping e il suo viaggio a ritoso nel tempo ancora prima che il romanzo venisse esposto sugli scaffali delle librerie. Ma il progetto è venuto meno a cause di divergenze lavorative tra King e il regista.

#2 Un pilot da Oscar- Per il grande debutto, rappresentato da The Rabbit Hole, “la tana del coniglio” come viene apostrofato il retrobottega della tavola caldo di Al Templeton nella quale si trova il portale spazio-temporale che permette di tornare alla Lisbon Falls del 1960, la produzione ha chiamato all’appello il regista Premio Oscar per il documentario Un giorno a Settembre, Kevin Macdonald. Una regia dove il montaggio è al servizio della narrazione permettendo di condensare e giocare temporalmente con i passaggi più complessi.

#3 La produttore a protagonista-Proprio l’attore, regista, scrittore, produttore, artista, giornalista e insegnante di Palo Alto, l’infaticabile James Franco, dopo aver letto il romanzo ed esserne rimasto del tutto affascinato, telefonò all’autore per chiedere di poter acquistare tutti i diritti del libro. Peccato però che J.J. Abrams (produttore) li avesse già comprati per trasformarli in una mini-serie televisiva. Nulla di cui disperare per il poliedrico Franco che da aspirante produttore si è calato, alla perfezione, nel ruolo dell’insegnate del Maine con l’obiettivo di cambiare il passato proprio su invito di Abrams.

#4 Un network on demand

#5 Una colonna sonora vintage-Oltre alla scenografia capace di catturare colori, geometrie ed impeccabili dettagli dell’America ai tempi della presidenza Kennedy, tra milkshake, capelli cotonati ed abiti da tagli eleganti, ed una sceneggiatura che mostra una mentalità ben diversa da quella attuale, la serie tratta dal romanzo di Stephen King, ricostruisce anche musicalmente le atmosfere di un’epoca passata. Durante la visione degli otto episodi, oltre le partiture originali composte da Alex Jeffes, vi capiterà di ascoltare classici come Stay( just a Little Bit Longer) di Maurice Williams & The Zodiacs, Then He Kissed Me del gruppo femminile The Crystal, il soul di Sam Cooke con Bring It On Home To Me fino alla simbolica Soldier Boy intonata dalle Shirelles.

#6 Un’altra serie per Stephen-Autore prolifico, spesso impegnato in prima persona negli adattamento cinematografici/televisivi delle sue opere letterarie; Stephen King, insieme a Philip K. Dick è, senza dubbio, uno degli scrittori più amati del grande e piccolo schermo. Lo dimostrano, limitandoci solo alle produzioni tv, le numerose trasposizioni dei suoi lavori, dagli esiti, va detto, non sempre indimenticabili. Dalle mini-serie degli anni ’90. L’ombra dello scorpione, Stephen King’s Shining e It, a Salem’s Lot passando per The Dead Zone e Under the Dome, recentemente interrotta dopo tre stagioni, 22.11.63, è solo l’ultima delle serie in ordine di tempo a venire adattata per la televisione partendo da un’opere dello scrittore del Maine.

#7 Ispirazioni letterarie – Nel 1972, quando King ebbe l’idea del romanzo, l’autore decise di accantonare il progetto perché la materia trattata era eccessivamente impegnativa per l’allora professore di ruolo ed ancora emotivamente troppo dolorosa. Quando ha deciso di iniziare la stesura di 22.11.63, aiutato dal fidato collaboratore Russ Dorr, fondamentale nel raccogliere un numero impressionante di dettagli dell’America degli anni ’60, ha inoltre approfondito la sua conoscenza dell’omicidio Kennedy con una serie di letture divenute preziose nel corso della stesura del romanzo, da Case Closed di Posner a Legend di Edward Jay Epstein e molti altri. Il tutto accompagnato dalla visione di filmati d’epoca e testimonianze video dell’assassinio del Presidente come il celebre quanto brutale filmato in 8 millimetri ripreso dall’inconsapevole sarto Abraham Zapreuder quel 22 Novembre del 1963 che in 22 secondi testimonia l’esatto momento in cui la storia ha cambiato il suo corso.

#8 Qualche modifica – Condensare un volume di quasi mille pagine in quasi otto episodi non è un impresa facilissima e naturalmente sono state apportate delle modifiche, più o meno sostanziose, all’opera di Stephen King che, dal canto suo, è stato coinvolto, passo dopo passo, nella realizzazione della mini-serie, dando la sua approvazione alla versione televisiva realizzata dalla showrunner Bridget Carpenter. Tra le differenze più  blande che possiamo raccontare senza rischiare di rivelare troppo vanno segnalate la scelta di datare il ritorno indietro nel tempo del 1960 e non al ’58 come avviene nel libro e di chiamare la cittadina di Derry(riferimento a It), protagonista di una devozione narrativa importante nella prima parte del romanzo, Holden.

#9 Un cast di tutto rispetto a partire da James Franco passando a Josh Duhamel (Las Vegas, Transformers, Battle Creek), T.R. Knigh(Grey’s Anatomy), Chris Cooper(premio Oscar per il Ladro di Orchidee), Sarah Gadon e Cherry Jones(24)

# Una produzione “Stellare” – Alias, Lost, Fringe, Person of Interest sono solo alcune delle serie tv sviluppate dalla casa di produzione cinematografica/televisiva  Bad Robot Productions fondata a Santa Monica nel 1998 da J.J. Abrams. È dietro a tutti questi titoli c’è sempre lo zampino del produttore, sceneggiatore e regista statunitense recentemente al timone del settimo capitolo di Stars Wars che, insieme alla Warner Bros Television, figura come casa di produzione che ha dato vita a 22.11.63. Un marchio di qualità.

Vi consiglio di seguire questa favolosa serie…magari vi ritrovate per caso in un’altra epoca a risolvere qualche omicidio. Vi spettiamo la prossima settimana.

A cura di Milena Palazzo

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