Patologie da serie tv: Shameless

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Patologici amanti delle serie tv, continuiamo a cercare di capire perché di alcuni personaggi e delle loro storie proprio non riusciamo a fare a meno. Oggi è il turno di Shameless, la serie che da sei stagione ci mostra i tanti bassi e i pochi alti della famiglia Gallaghers. Tipici abitanti del South Side, malfamato quartiere di Chicago, da cui proviene niente meno che Michelle Obama, i Gallaghers devono fare i conti con una costante mancanza di soldi e con le disastrose condizioni di vita ereditate dai loro genitori Frank, egoistico alcolista sempre intento a sopravvivere sulle spalle dei figli o del sussidio statale, e Monica, madre affetta da bipolarismo che ha abbandonato la progenie prima dell’inizio della serie.

Le responsabilità sono così ricadute sulle spalle di Fiona, la maggior dei fratelli, che tenta in ogni modo di dare a Lip, Ian, Debbie, Carl e Liam una vita normale. Perché dovreste iniziare a vedere Shameless e perché io non ne posso fare a meno? Vediamo.

  • I personaggi: in Shameless non esiste un personaggio abbozzato o privo di fascino. Anche la più stronza degli stronzi (vedi Karen, una delle fidanzate di Lip) ha nella sua storyline degli elementi che rendono impossibile un giudizio tout court. E Shameless, di fatto, è proprio questo: imparare a non giudicare senza conoscere, seguendo schemi prestabiliti.
  • La comicità: Shameless fa ridere, fa ridere davvero tanto. Frank, padre a tutti gli effetti degenere che ruba i risparmi raccimolati per comprare alcool e droga e che arriva a denunciare Fiona ai servizi sociali solo per dispetto, è una delle canaglie più simpatiche del piccolo schermo. E allo stesso modo tutti gli altri.
  • La profondità e la realisticità: sì, abbiamo detto che si ride molto, ma si piange anche abbastanza. Una famiglia che deve combattere contro la miseria in un quartiere dominato dalla criminalità, non può sopravvivere senza scendere a qualche compromesso. Shameless non edulcora la realtà e non indora la pillola. Essere abbandonati dai propri genitori fa schifo e non avere soldi pure. Di questo il personaggio di Fiona ci dice molto: deve e vuole mantenersi forte davanti a suoi fratelli, ma dover gestire una famiglia di 6 ragazzini a meno di vent’anni è un peso che più di una volta nel corso della serie le piomba addosso senza pietà. Io qui piango sempre:

  • I temi sociali: da sfondo a tutte le vicende della fiction, troviamo diversi argomenti di non poco conto e attualissimi, che ci raccontano l’America di questi anni. L’alcolismo, la disoccupazione, la depressione di alcune aree delle città e dall’altra parte la gentrificazione delle stesse, che tende a escludere i precedenti abitanti; l’immigrazione clandestina e la prostituzione; l’omosessualità e le vessazioni cui può portare. Di recente, lo show denuncia la presenza massiccia nelle scuole di armi da fuoco e l’utilizzo di bambini soldato in molti dei conflitti presenti sul pianeta. Sotto un strato superficiale più leggero, i piani di lettura possono essere diversi.
  • Le coppie: non prendiamoci in giro, le storie d’amore nei serial sono importanti e alcune coppie di Shameless sono davvero ben costruite. Niente di smielato, anzi di solito tutto il contrario. Si parla di sesso (e lo si fa vedere) senza filtri o ipocrisie di sorta. La contraccezione, l’educazione sessuale e la gravidanza in giovane età sono tematiche spesso presenti. Ma se volete ship tormentate alla Grey’s Anatomy, troverete anche queste: le storie di Fiona e Jimmy, Ian e Mickey o Lip e Karen, saranno la risposta alle vostre richieste.
  • I dialoghi: ben scritti, mai banali, ricchi di citazioni e riferimenti. Dissacranti.

Iniziate a guardare Shameless, la vostra vita vi sembrerà dieci volte più monotona, ma venti volte più facile.

A cura di Francesca Bonfanti

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