PATOLOGIA DA SERIE TV: ANAMNESI

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A cura di Federica Varbella e Noemi Sudati

Una nuova malattia ha contagiato la nostra società. Come un virus si è insediata, ha attaccato le nostre menti e attecchito nei nostri corpi, rendendoci inermi e incapaci di intendere e volere. Ha rovinato rapporti, amicizie e legami familiari. Ha distrutto intere carriere lavorative e si è impossessata del nostro tempo libero.
Credo che tutti possano facilmente capire a cosa ci stiamo riferendo e soprattutto dar consistenza a questa empatia cosmica, perché nessuno è immune all’incurabile “patologia da SERIE TV”.

Non serve aggiungere altro, è sufficiente elencarne i sintomi, nella speranza che qualche luminare trovi un vaccino tanto potente da debellare il morbo, e ci restituisca finalmente a una normale esistenza.
Non essendo medici né geniali scienziati, ma semplici e ignoranti cretini, noi di Vox abbiamo deciso di proporvi una serie di articoli sul tema “patologia da serie tv”, perché “già parlarne e prendere consapevolezza è il primo passo verso la guarigione”. (Dieci punti al primo che indovina di chi è questa citazione: Dr House, Meredith Grey o dottoressa Elliot? )
Ops, forse la situazione più grave del previsto. Si preannuncia un lungo cammino di disintossicazione. Tuttavia, nei sempre più rari e intermittenti momenti di lucidità, siamo comunque riusciti a stilare una lista di classici comportamenti, o meglio atteggiamenti da disturbo ossessivo compulsivo, in cui vi riconoscerete.

Sei affetto dalla dipendenza da serie tv se:

  • Parti dicendo: “una sola puntata al giorno”, ma quando riprendi coscienza ti accorgi di aver finito la prima stagione in mezza giornata.
  • Subordini l’orario dei tuoi pasti perché hai iniziato una puntata nuova e non puoi assolutamente interromperla.
  • Non accetti il fatto che una puntata duri solo 50 minuti. Se durasse un po’ di più, potresti sentirti meno in colpa nel passare 3 ore davanti al pc.
  • Hai un rapporto di amore-odio con lo streaming. Quando esisteva la tv avevi ancora una vita.
  • Ogni riferimento a cose o persone non è più casuale. Tutto ti ricorda la serie e ogni situazione è buona per citare la frase del personaggio più figo. Se invece hai già iniziato a imitarlo e parlare come lui, non hai alcuna speranza di guarigione.
  • Cerchi disperatamente una persona con la quale parlare di quella che ormai è diventata la tua ossessione, e quando l’hai trovata ti inginocchieresti ai suoi piedi, ma ti limiti a mostrare riconoscenza subito seguita da una disquisizione molto sobria sulle dinamiche stilistiche del montaggio.
  • Hai progettato una sala delle torture per gli spoileratori. Ucciderli non è abbastanza.
  • Eviti di entrare in contatto con il mondo e non accedi più ai social quando ti sei perso una puntata fondamentale della tua serie. La sala delle torture rischierebbe di essere troppo piena.
  • Pensi che il periodo degli esami sia il migliore per iniziare una nuova serie, perché in fondo “una puntata al giorno leva il medico di torno”. Peccato poi che lo studio passi in secondo piano; questione di priorità.
  • Non sai che fare della tua vita alla fine di una serie.
  • Hai stilato una lista di serie che assolutamente non ti puoi perdere. Istinto di sopravvivenza.
  • Hai imparato la matematica a furia di 1×4, 4×7, 8×3…

 

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