Paolo Nutini @ Collisioni

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A cura di Francesca Bonfanti

Che cosa difficile scrivere delle belle notizie: a tutti viene facile lamentarsi e far sapere a quante più persone possibili di quanto si è stati male in un ristorante, di quanto ci si è annoiati con quella persona, di quanto fa schifo il lunedì e vattelapesca. E allo stesso tempo alla gente piace leggere delle (pompate) disgrazie altrui: che me ne viene in tasca dal sapere quanto è stato fico un evento a cui non partecipato? A tutto ciò dico basta, stop, alt, vade retro. Tutti dovete leggere di quanto è bello il Collisioni Festival e di quanto è bravo Paolo Nutini sul palco, così da andare l’anno prossimo a Barolo e inseguire i prossimi concerti del galletto italo-scozzese.

Il festival, “agro-rock” come si autodefinisce, si snoda per tutte le vie e le piazzette della cittadina piemontese, nel cuore delle Langhe. La location ti riempie di serenità e allegria prima ancora che tu possa aver riempito il tuo bicchiere di vino: ero felice di trovarmi lì appena percepita l’atmosfera che regnava nell’aria. Sembrava, in realtà, di essere in una situazione quasi irreale: così, nel pomeriggio, mentre nella Piazzetta Rosa un Cacciari in tenuta da safari intratteneva un pubblico più o meno cosciente di quello che si stava dicendo, in quella Rossa, il main stage, si preparava a parlare Cesare Cremonini, e in quella Blu Alessandro Baricco. Insomma, se come me siete molto indecisi davanti a tanta scelta o se invece siete daltonici, il Collisioni può mettervi in serie difficoltà.

L’attesa verso l’inizio del concerto di Paolo (sì, siamo amici) passa più che piacevolmente e quasi dispiace lasciare le strade brulicanti di persone per dirigersi verso il palco. Una volta visto quanto si fosse già riempita la piazza però, abbiamo capito che era arrivato il momento di abbandonare i gozzovigli e alzare i gomiti solo per farsi spazio fra la folla e raggiungere un posto decoroso per seguire lo spettacolo (ce l’abbiamo fatta senza l’uso di violenza, se non psicologica). Il live è stato impeccabile: come consuetudine nei concerti di Nutini la componente scenografica è ridotta all’osso, perché di fondo non necessaria. Grande spazio ai brani del suo ultimo album, Caustic Love, e un revival dei fasti passati quasi in apertura di concerto con un medley di Jenny don’t be hasty e New Shoes, riarrangiate per l’occasione nella chiave più blues e funky che domina tutto l’ultimo disco. Particolarmente emozionanti, per le rispettive ragioni, le esecuzioni di Iron Sky, con un Charlie Chaplin in versione Grande Dittatore che fa capolino sullo schermo alle spalle del palco e di Candy, probabilmente la canzone di Nutini più conosciuta e amata.

Chiude il secondo encore un’accoppiata piaciona come lo scozzese, rimasto per quasi tutto il live a occhi chiusi: Last Request e Guarda che luna, omaggio –apprezzatissimo dalla platea- a Fred Buscaglione e più in generale al Paese che ha dato i natali a suo padre.

Finito il concerto, la giornata si conclude con una passeggiata sotto le stelle fino al parcheggio. L’anno prossimo chi non va al Collisioni è uno scozzese in kilt in un giorno di vento: un babbo.

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