PADRI E FIGLI, UN RAPPORTO DIFFICILE MA ESALTANTE: “IL SIGNOR FIGLIO” DI ALESSANDRO ZACCURI.

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A cura di Caterina Palazzo

Alessandro Zuccari è uno scrittore e giornalista. Collabora con “Avvenire” , “Lo straniero” e “Letture”. È autore di romanzi e saggi di critica letteraria (Citazioni pericolose: il cinema come critica letteraria, Milano la città di nessuno: un reportage visionario, In terra sconsacrata: perché l’immaginario è ancora cristiano, Infinita notte, Dopo il miracolo, Francesco: il cristianesimo semplice di papa Bergoglio).

Il suo libro Il signor figlio edito Mondadori nel 2007, con cui è arrivato finalista al Premio Campiello nel 2007, è stato recentemente ripubblicato come ebook.
Questo romanzo vuol far luce sul rapporto padre-figlio. Zuccari vuole sottolineare quanto decisiva sia la figura del padre per le decisioni del figlio; cita infatti Steven King, il quale diviene scrittore per emulare il padre che non ha mai conosciuto, ma parla anche di quanto dannosa possa essere l’ombra di un padre che cerca di inibire il proprio figlio. Nascono così tre grandi storie. La prima è quella di Giacomo Leopardi e il padre Monaldo, il quale avrebbe voluto che il figlio diventasse uno studioso di antichità. La vicenda prosegue aggiungendo un elemento fantastico: Leopardi sopravvive e fugge a Londra, dove incontrerà John Lockwood Kipling, pittore e illustratore, padre di Rudyard Kipling, scrittore premio Nobel, nonché protagonista della seconda storia del romanzo. Infine troveremo la coppia formata dallo studioso Pierre Messiaen e del figlio Oliver, musicista e compositore. In quest’ultima storia entra una fondamentale figura, quale quella femminile, rappresentata dalla poetessa Cecile Sauvage, madre di Oliver e mediatrice nel difficile rapporto instauratosi tra il marito e il figlio.
Abbiamo intervistato l’autore per comprendere meglio la rilevanza di questo rapporto padre-figlio nelle sue storie e quindi nella storia di tutti noi.

Com’è nata l’idea di unire tutte queste coppie? È davvero tutto scaturito da Steven King?
Tutto è nato da un progetto che voleva raccontare le copie di padri e figli artisti, dove il grande artista fosse non il padre con la sua ombra inibitrice, ma il figlio.
L’idea iniziale era quella di costruire un dossier, poi, approfondendo alcune storie, mi sono reso conto che alcune vicende di Leopardi e Kipling avevano moltissimi punti in comune. Per esempio, se Leopardi parla dei suoi sette anni di “studio matto e disperatissimo”, Kipling parla di sette anni di “lavori forzati” (riferendosi al suo lavoro di giornalista).
La storia di Steven King ha solo “dato il la” al racconto, infatti è anche lui un esempio di come un figlio possa superare il padre nel suo stesso campo.
La terza storia, invece, è stata importante per l’introduzione della figura femminile. Il rapporto tra padri e figli è come una conchiglia chiusa, per aprirla è necessaria una lama. La lama, in questo caso è stata Cecile Sauvage, moglie dello studioso Pierre Messiaen e madre del musicista e compositore Olive Messiaen.
Oltretutto, la figura di Cecile è necessaria per accentuare la struttura tripartita e trinitaria del testo. Avremo, infatti, il primo padre che rappresenta l’antico testamento, il secondo padre che si fa figlio e che rappresenta il nuovo testamento e, infine, l’elemento spirituale rappresentato da Cecile.
Il libro vuole ricordare che da sempre i padri hanno avuto delle aspettative nei confronti dei loro figli, i quali spesso hanno voluto intraprendere tutt’altra strada.

Quanto tempo le è occorso per raccogliere tutte le informazioni per questo progetto?
Per quanto riguarda la documentazione diretta ho lavorato circa un anno e mezzo. Tuttavia il dossier si è venuto a formare nell’arco di una decina d’anni. La stesura è stata molto più rapida, sia perché, in quanto giornalista sono portato ad una scrittura rapida, sia perché la narrazione ha un’architettura tale per cui le storie si sono incastrate da sole, durante la stesura del testo.
Nel libro si parla dello scontro padri-figli.

Secondo lei, in un presente in cui i padri hanno le stesse aspettative nei confronti delle figlie, come cambiano le dinamiche dello scontro?
Nel testo ho sentito il bisogno di inserire la figura di Cecile proprio per rompere questa struttura di soli uomini che si era venuta a creare. Ciò che mi interessa, però, è il non detto dei sentimenti maschili. Io credo che essi siano poco rappresentati e poco percepiti dai maschi stessi, e che possano formare delle grandi correnti sotterranee in grado di scavare tunnel e far crollare edifici.
Con i figli maschi si arriva ad un certo punto al confronto edipico diretto, con le ragazze, invece, scatta il più il meccanismo di Antigone dell’accudimento. Lo scontro padri-figlie, quando c’è, pesa più sul piano morale e degli affetti.

Nell’introduzione alla versione ebook del suo libro, parla del film di Martone “Il giovane favoloso”. Lei cosa pensa di quel film?
C’è da dire che sono stati molti i casi di trasposizione romanzata della vita di Leopardi, ad esempio “Io venìa pien d’angoscia a rimirarti” di Michele Mario o “L’ospite della vita” di Vladimiro Bottone. Poi è arrivato quasi di prepotenza il film di Martone che comunque si inserisce in questa tradizione su Leopardi la quale, con “Il giovane favoloso”, è diventata più visibile. Il film non mi è dispiaciuto, ho ritrovato molte delle cose che ho studiato anche io. Mi ha lasciato un po’ meno soddisfatto la cesura che si viene a creare tra gli anni di Recanati e quelli di Firenze e Napoli. C’è stato un volta pagina molto brusco, che apparentemente nella biografia di Leopardi sembra avvenire, ma, dal mio punto di vista , il principio invalidante di Giacomo è Recanati, non la gobba. Ciò che segna Leopardi e da cui fino alla fine cerca di emanciparsi, è il rapporto con il padre e quello, da me meno indagato, con la madre.

È dunque possibile avere un rapporto positivo padre-figlio, senza alcuna gelosia, delusione o distacco?
È possibile, ma se fosse una cosa facile non ci avrei scritto un libro. Un sano rapporto padre-figlio è realizzabile nel momento in cui i padri riescono a diventare figli dei propri figli. I padri devono cioè riuscire a fare un passo indietro, rinunciando alle proprie aspettative. In definitiva posso dire che è un’impresa difficile, ma quando riesce è esaltante.

Alessandro Zaccuri sarà il 6 Febbraio al ristorante Sunny Side Up a presentare l’ebook di “Signor Figlio”

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