Tensione e ironia. Rendere divertente un thriller non è affatto cosa semplice, ma v’è un escamotage in grado di far convivere inquietudine psicologica ed esasperazione tragicomica: il surreale. In. Ter. Nos. è uno spettacolo che si dispiega tra realtà e immaginifico, raccontando la fragilità mentale dell’uomo, il nostro essere facilmente condizionabili l’un l’altro, cedevoli alle smanie di ansie e paure. Poco più di un’ora al ritmo di sussulti e risate, di fronte a storie volutamente incomplete che lasciano spazio alla fantasia del pubblico.

A presentare In.Ter.Nos, che resterà in scena al Teatro Libero fino a martedì 17 ottobre, è la compagnia Carolina Reaper, guidata dalla regia di Patrizio Luigi Belloli e dalla penna di Livia Castiglioni. Proprio il testo della drammaturga milanese è la chiave di successo di tre atti unici, tutti svolti in ambienti chiusi, isolati dall’esterno, in grado di creare un’atmosfera di intimità morbosa che facilita la crescita di coinvolgimento e conflitto tra i protagonisti.

Il primo atto si svolge in un commissariato, dove due detective mettono sotto torchio la principale sospettata cercando di ricostruire misteriosi fatti accaduti la notte precedente; nel secondo, una giovane coppia si lascia prendere dal panico per via di quattro minacciosi individui che paiono essersi appostati al di fuori della loro abitazione; infine, nell’atto conclusivo, troviamo un gruppo di amici che decidono di terminare una serata di festa nel modo più canonico: tenersi svegli raccontandosi storie dell’orrore.

I tre racconti, apparentemente indipendenti, presentano una tematica comune che pervade sottilmente l’intero spettacolo. In.Ter.Nos. è un gioco di sfumature umorali che lentamente si espandono e si impregnano fino a prendere il controllo di coloro che abitano lo spazio circostante. È solitamente un senso d’ansia, sia essa generata dal panico, dal senso di colpa o dall’immaturità, a tramutarsi in follia senza controllo; ed è inutile mostrarsi sprezzanti, accondiscendenti o premurosi nei confronti di chi manifesta una scintilla di insanità. Il contagio è certo. Non dubitare della realtà sarà impossibile.

Quando il quotidiano sfocia nel surreale, lo shift avviene con una naturalezza tale da evocare atmosfere che, volendo pescare da altri lidi, ricordano alcuni periodi dello Stephen King scrittore o l’angoscia dei racconti del terrore di Edgar Allan Poe, seppur sdrammatizzati e alleggeriti. Inoltre, non abbandona mai il palco un senso di sofferenza (e insofferenza) celata, i cui isterismi si manifestano in reazioni indispettite e frustrate, ritratti di persone che non riescono a capacitarsi di ciò che sta accadendo e di conseguenza spingono, o sono spinti, verso anarchia e ossessione.

Interessante, ma sicuramente perfezionabile, il tentativo sperimentale di coinvolgere il pubblico nel corpo scenografico stesso dello spettacolo, senza però rivelarne il ruolo e quindi mantenendo nella platea un ulteriore interesse extra-scenico per tutta la durata dello spettacolo. Un meta-meccanismo da oliare ma che, presentato in questi termini, può rappresentare un elemento di originalità e una chiave per un maggior coinvolgimento dell’audience che, se ben studiato e magari applicato in un’intera rassegna, potrebbe persino declinarsi in un tratto distintivo.

In conclusione, si tratta di una messa in scena complessa, il cui successo giace, più che in altri casi, sull’ottima riuscita espressiva degli attori Silvia Giulia Mendola, Francesco Meola ed Elena Scalet. Fondamentale, infatti, la capacità di veicolare le sfumature tragicomiche soggiacenti il testo di Livia Castiglione, un capolavoro di ritmo, modernità e, soprattutto, di sagace ironia, capace di far sciogliere il pathos in commedia, tornare facilmente al thriller e poi creare una perfetta e irresistibile commistione. Da non perdere.

A cura di Federico Lucchesi

Sceneggiatura: Livia Castiglioni
Regia: Patrizio Luigi Belloli
Cast: Silvia Gilua Mendola, Francesco Meola, Elena Scalet 

Musiche: Gipo Gurrado
Luci: Daniel Tummolillo
Foto di scena: Michela Piccinini

In scena al Teatro Libero dal 12 al 17 ottobre 2017.
Lun-sab h.21:00
Dom: h.16:00

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