È trascorso qualche anno dall’uscita del suo ultimo album, e ora il colosso della scena romana, il meme preferito di internet, il re Mida dell’indie sta tornando con quello che è il progetto più atteso dai devoti del genere. No, non stiamo parlando (per ora, si spera) del quarto album de I Cani, ma dell’attesissimo ritorno di Edoardo d’Erme, meglio noto come Calcutta, la cui ultima fatica – Evergreen – è in uscita il 25 maggio, e siccome non vogliamo farvi arrivare impreparati, abbiamo pensato che un breve ripasso delle puntate precedenti fosse cosa buona e giusta.

Classe 1989 e nativo di Latina, Edoardo d’Erme inizia la sua carriera in un duo, Calcutta, il cui unico superstite (oltre se stesso, si intende) è il nome, che verrà mantenuto anche per il proprio progetto solista. Vi state chiedendo il motivo di chiamarsi come l’omonima città indiana? Non datevi pena, perché come dichiarato dallo stesso Edoardo questo nome è assolutamente casuale e privo di un senso definito.

Nonostante un disco già all’attivo (Forse… pubblicato nel 2012) e la partecipazione a svariati progetti di band locali, la consacrazione di Calcutta avviene solo nel 2015 con Mainstream, il suo secondo album uscito per Bomba Dischi (fucina di alcune fra le punte di diamante del panorama indipendente italiano, tra cui Giorgio Poi, Pop X, Carl Brave x Franco126) con la supervisione artistica di Niccolò Contessa, i cui primi estratti “Cosa mi manchi a fare”, “Gaetano”, “Frosinone” e il successivo “Oroscopo”, tormentone dell’estate 2016 grazie anche alla collaborazione con Takagi & Ketra, hanno conquistato in breve tempo milioni di views su YouTube e i cuori teneri degli ultimi romantici; vi sfidiamo infatti a non aver mai cantato a squarciagola “E non mi importa se non mi ami più /e non mi importa se non mi vuoi bene / dovrò soltanto reimparare a camminare” (il tutto con le “e” rigorosamente elevate alla n).

Dopo il lungo tour di Mainstream, che ha toccato più di 100 date in tutta Italia, un altrettanto lunga pausa in cui però collabora come autore con vari artisti italiani e una sibillina campagna pubblicitaria per le strade di Roma e Milano che pare proprio urlare “Guess who’s back?”, lo scorso dicembre torna sulle scene musicali con “Orgasmo”, il primo singolo estratto dal nuovo album Evergreen, seguito da “Pesto” (il “Ue deficiente” del ritornello, urlato quasi a mo’ di coro da stadio, è presto iconico) e dal più recente “Paracetamolo”. Tutti e tre i singoli lasciano presagire un album che con tutta probabilità ha il proprio destino scritto nel nome: Calcutta è appunto un evergreen, la perfetta sintesi fra pop e indie che mette d’accordo tutti e si adatta a qualsiasi circostanza, dalla cantata in compagnia a quella in solitaria in auto in una notte d’estate.

Per gridare con voce spezzata insieme al buon Edoardo i suoi successi, gli appuntamenti per questa estate sono solo due: il 21 luglio allo Stadio Franciconi a Latina (perché casa è sempre casa) e il 6 agosto niente po’ po’ di meno che all’Arena di Verona.

Noi intanto scaldiamo la voce in vista del 25 maggio, sempre e comunque con il cuore a mille.

A cura di Greta Valicenti

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