OLTRE LA VITA…LA VITA

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Recensione dello spettacolo “UNA SPECIE DI ALASKA”

a cura di Mariangela Rulli

Non si ha nemmeno il tempo di prendere posto a sedere che sei lì, catapultato già dentro una realtà che sa poco di scenico e tanto di reale. Distesa ad un palmo di naso dallo spettatore c’è lei, Deborah, protagonista di una storia vera già raccontata con maestrìa da Oliver Sacks, che dorme incosciente ed immobile avvolta da un lenzuolo panna e dal buio, una specie di alaska 3respirando in armonia con i rintocchi delle lancette di un orologio che si sente in lontananza. A farle compagnìa, seduto in un tavolo poco distante, c’è il dottor Hornby che sembra carpire con la sua immobilità fisica ed il suo sguardo perso nel vuoto, il senso di impotenza davanti al tempo che passa lento e sfuggente.

Quel silenzio pacato, però, viene presto rotto dal miracolo della vita. Deborah si sveglia ed ha 45 anni, è una donna e nemmeno sa di esserlo diventato. La sua mente, i suoi ricordi ed i suoi pensieri sono rimasti fermi lì, a quel maledetto giorno in cui, appena sedicenne, si addormenta e viene portata in quel letto d’ospedale sul quale resterà in stato comatoso per i successivi 29 anni. Un risveglio nuovo e drammatico che catapulta la protagonista in un vortice di novità esistenziali appartenenti ad un’ epoca alla quale lei non sente di appartenere. una specie di alaskaI suoi ricordi, i desideri, sono quelli di un’adolescente che inizia a vivere la propria vita, cristallizzati in ricordi che la riportano in quei luoghi a lei così familiari.

Le sorelle, il suo primo amore, la mamma. Un mondo ovattato che sembra svanire e sgretolarsi davanti ai suoi occhi man mano che inizia a prendere coscienza della sua rinascita, del suo nuovo futuro di donna, di sorella e di figlia. Sara Bertelà, Nicola Pannelli e Orietta Notari sono perfettamente calati nella parte, in un’interpretazione da brivido ed estremamente coinvolgente. Uno spettacolo toccante, breve ma molto intenso, diretto con talento dal direttore Binasco, che ti lascia commuovere, sorridere, riflettere.

In scena al Teatro Franco Parenti di Milano fino al 19 Maggio.

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