Di romanticismo non ce n’è mai abbastanza, soprattutto di romanticismo che suona come cantautorato pop che senza farlo apposta diventa alt-rock. Questa settimana prendiamo un treno diretto a Bergamo, alla scoperta di montag.

Biografia: Pietro Raimondi inizia a scrivere canzoni nel 2006 alla veneranda età di 10 anni. Si ricordano dell’epoca le sue hit irriverenti come “Puzzi” e le immortali ballad strappacuori del calibro di “Fila di luci”. Dopo aver fatto un tour interprovinciale in solitaria per la contea di Bergamo in quinta superiore, decide finalmente di chiedere a qualche amico di aiutarlo con gli arrangiamenti. Così, con l’università, montag assume sempre più la forma di una band: Marco Zambetti al basso, Simone Lupi alla chitarra e Matteo De Filippis alla batteria. A fine 2017, dopo qualche anno di autoproduzioni tra cameretta e sala prove, esce il primo lavoro in studio: un EP che riassume 4 pezzi scritti nell’arco dell’adolescenza, sin dal 2013, prodotto da Alessandro Baronciani (Altro, Tante Anna), registrato da Marco Giuradei (Dunk) e mixato da Enrico Liverani (Camillas). Al momento sono in lavorazione due nuovi singoli su sonorità coerenti all’EP.

montag (EP) – recensione: il giovanissimo Pietro fa il suo debutto ufficiale sulla scena musicale con un EP tanto corto (meno di 15 minuti) quanto intenso. Vincenzo è il pezzo scelto per aprire il progetto, caratterizzato da un crescendo che prende l’ascoltatore ed efficacemente lo invita a proseguire l’ascolto. Con So che se torni si rallenta e si esplora l’introspezione del cantautore, che ci regala quello che a mio parere è il testo più bello dell’EP; il finale “so che se torni non torni da me” va urlato a notte tarda, con una o due birre di troppo in corpo. Parla di cambiamenti, in positivo e in negativo (ma soprattutto in negativo), Ricalcolo, che con nostalgia richiamano un passato inevitabilmente passato. In chiusura troviamo Ma ti ricordi? che richiama il tema già affrontato nel pezzo precedente, ma lo fa con più dolcezza, donando un finale vagamente agrodolce all’intero progetto. Un debutto promosso a pieni voti: certo, di lavoro da fare ce n’è ancora molto, però ammetto di aver ascoltato tutto l’EP in loop per almeno un’ora e ancora non me ne sono stufato. Mi fa ben sperare per il primo album di montag, che spero sinceramente arrivi presto.

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A cura di Fabio Scotta

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