Il trauma della prima settimana dopo le vacanze è passato, quindi dopo aver preso in mano la nostra vita possiamo dedicarsi alla lettura e all’ascolto del  new artist di questa settimana: Makai.

Biografia: è il moniker dietro cui si nasconde Dario Tatoli, producer, sound designer e polistrumentista pugliese, già nei Flowers or Razorwire. E’ un processo che mixa l’elettronica nordica e il songwriting più intimista e mediterraneo. Ha all’attivo due dischi: “Hands” e  l’ultimo album “The comfort zone”. Dopo il primo EP  ha suonato nei club di tutta Italia fino allo Sziget Festival, il primo full length di Makai continua a disegnare la mappa di un mondo da esplorare, a tessere atmosfere e paesaggi sonori differenti.

Recensione – The comfort zone: anticipato dal singolo Clara, uscito il 17 marzo 2018, The comfort zone è il secondo album di Makai per INRI/ METRATON. Un concept album che mischia l’elettronica di stampo nordico e cantautorato. Nove tracce tutte inglese,  che esprimono un senso di calma. E’ il tipo di album da ascoltare nel primo pomeriggio o prima di andare a dormire perché ti distende e trasmette un senso di pace. The Comfort Zone  racconta dei percorsi e delle difficoltà che si incontrano nel tentativo di raggiungere la stabilità emotiva e trovare e una propria comfort zone, analizzando il significando più profondo che queste parole. I brani sono tutti molto eleganti e raffinati che mostrano delle diverse sfumature come Missed in cui si scorgono delle risonanze di techno ed elettronica.  Secondo estratto dell’album è Lazy Days, di cui il video è proposto in anteprima su Repubblica, brano con cui si apre l’album che conferisce a chi lo ascolta calma, adatto per essere ascoltato in un momento in cui si ha bisogno soltanto di rilassarsi bevendo una tazza di caffè
L’album è molto intenso e ascoltarlo tutto diviene quasi naturale, come se per un momento ci si potesse estraniare dalla realtà.

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A cura di Maria Teresa Albano

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