Biografia: New artist sì, ma con un bel po’ di strada alle spalle. A quattro anni dalla fondazione, la band teramese IMuri dimostra di essersi affrancata dal sottobosco underground a seguito di molte collaborazioni con nomi di rilievo nazionale. Nata dalla mente di Lorenzo Castagna e forte di un recente ricambio d’acque nella formazione, il gruppo ci propone un singolo potente, “200 sigarette”, anticipando l’uscita del nuovo album firmato Garrincha/Manita.

200 sigarette – recensione: Inno al tabagismo irresponsabile e insieme sintesi del breve ma intenso percorso artistico del progetto, “200 sigarette” si colloca al punto di incontro tra gli immaginari di un certo indie italiano attuale e una sensibilità noise che fa molto anni 2000. L’elemento più “alternativo” affonda le radici nella storia del progetto: nel 2015 Castagna, affiancato dal batterista Valerio Pompei, pubblica il primo EP autoprodotto, Traffico Mentale, inquadrandosi in quel revival di sonorità lo-fi tipiche dell’underground americano anni ‘90 che in Italia fa capo a gruppi come The Devils o i Bud Spencer Blues Explosion. L’album ha successo e nel giro di poco i ragazzi suonano con decine di nomi importanti, tra cui Marta sui Tubi, The Giornalisti e Tre Allegri Ragazzi Morti. La vera e propria svolta si ha nel 2017: invitato ad accompagnare il tour italiano dell’ex Management del Dolore Post-Operatorio, il progetto si rinnova e si raffina mantenendo intatta la forza d’impatto degli inizi.

Tutto questo si sente in “200 sigarette”. Un’intro di tastiera precipita in uno schianto di chitarra-synth-batteria, trascinando le parole di Castagna con ritmi vari e accattivanti. Un ritornello che sa subito di tormentone ci parla di un desiderio volontariamente represso (Ho fumato duecento sigarette / per non toccarti, per rispettarti, per non amarti) e promette di restarci in testa per farci cantare a squarciagola da qui a chissà quando. Interessante l’uso della voce – insieme ruvida e leggera, molto ansimante – come pure la parte centrale del brano, dove la chitarra incalza e risolleva l’atmosfera richiamando alla mente il bridge di Waiting All Night (Rudimental). Linee melodiche e accompagnamenti rimandano al mondo del pop-rock e di un indie che è paradossalmente sempre più mainstream – Lo stato sociale, magari le ultime Vibrazioni, e un forse anche un po’ Måneskin. Altrettanto curiosa è la copertina del singolo, il cui elemento hipster si collega al video del loro precedente Brenda (settembre 2018), che pure non brillava per ispirazione salutistica.

Insomma, c’è davvero parecchia roba in ballo. L’aspetto più significativo della band è la sua capacità di non scadere in quel pastiche post-moderno che purtroppo caratterizza molti tentativi di contaminazione. Al contrario, IMuri riescono a lasciarsi influenzare da esperienze musicali diverse senza nulla perdere in fatto di coerenza, il che ci fa ben sperare nella futuribilità del progetto (ormai orfano di Pompei, ma non per questo meno ispirato). Nell’attesa della prima release ufficiale, ci sentiamo quindi di consigliare a tutti l’ascolto di questo teaser alla nicotina, a patto che non stiate cercando di smettere.

 

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A cura di Gabriele Cavallo

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