Netflix colpisce ancora: The OA è semplicemente strabiliante

848

The OA è la nuova serie originale Netflix di Brit Marling e Zal Batmanglij, uscita il 16 dicembre, un po’ così all’improvviso. Nessuno sa nulla di nulla su questa serie: è stato rilasciato tutto nell’arco di qualche giorno con un riserbo degno dei grandi titoli. Noi di Vox abbiamo visto il pilot in un battibaleno e siamo rimasti un po’ interdetti: di cosa tratta questa serie? Qual è il mistero che aleggia intorno la bionda ragazza che si identifica come OA (PA per la versione italica)? Man mano che l’episodio pilota scorre sui nostri schermi i dubbi invece di alleggerirsi si infittiscono costantemente, a testimonianza di come questa serie sembri ben congeniata per essere tra le migliori dell’anno.

L’episodio ci proietta da subito a casa dei Johnson, una coppia che ha smarrito la figlia ben 7 anni orsono, tramite un video caricato su youtube riconoscono in un’aspirante suicida proprio la figlia. Grazie al cielo è sana e salva e si trova in ospedale in stato di shock, i due genitori corrono da lei e con enorme sorpresa scopriamo che la figlia un tempo cieca ora ha riacquisito l’uso della vista. Ecco il primo grande dubbio, come diamine ha fatto? Il proseguo dell’intero episodio pilota sarà pieno di interrogativi, ben disseminati, che per ovvie ragioni non vi dirò. Ognuno di questi interrogativi ci farà pensare come può essere classificata la serie: fantascientifica? Teen-drama con risvolti misteriosi? Forse nulla di tutto ciò. Mentre si sviluppa su di una base che sembra consolidarsi via via sempre più, in realtà il tema centrale della quale andrà ad occuparsi la serie è totalmente differente, questo fa sì che nello spettatore si crei sempre più non solo curiosità ad andare avanti ma anche una certa inquietudine degna dei migliori episodi di Black Mirror. Siamo quasi costretti a chiedere incessantemente risposte, le vogliamo subito prima che si complichi tutto ancora una volta.

Ciò che ci ricorda PA è il protagonista di Kyle XY, un’altra serie TV andata in onda per qualche anno sulle reti Mediaset, PA e Kyle condividono non solo la stessa aria di mistero ma anche un’incredibile voglia di indagare sulle loro “origini” usando tutti i mezzi a loro disposizione e cercando di farsi aiutare dai ragazzi del quartiere, che nonostante siano presi dai loro problemi adolescenziali non esiteranno ad aiutarli. Il resto del cast sembra promettere bene, tutti i personaggi visti in questo pilota sono ben caratterizzati, nonostante ogni tanto ci sembri che si sia ricorso al classico cliché del ragazzo adolescente americano la serie puntualmente ci smentisce.

Io ora corro a vedere gli altri episodi, voi dopo aver letto questa breve introduzione spero facciate altrettanto, perché abbiamo difronte una serie forse mai vista prima, fidatevi è stata davvero dura cercare di inquadrarla e scriverci qualche riga. Come sempre il marchio è Netflix, d’altronde ormai diventato sempre più sinonimo di qualità in ambito seriale, perché non è da tutti produrre e portare avanti questi progetti molto sperimentali.

Qui sotto invece potete visionare il trailer:


A cura di Ennio Cretella

Commenti su Facebook
SHARE